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Cultura

Mozart a Verona 2024: un’edizione da record

13 febbraio 2024

Oltre 11mila spettatori e il 90% degli eventi sold out per un festival che abbraccia tutta la città combinando musica, cultura e intrattenimento

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Più di 11mila spettatori, con una crescita del 35% rispetto all’anno scorso, e il 90% dei 33 eventi in programma sold out: sono questi i numeri che sanciscono il successo del festival Mozart a Verona 2024. I risultati da record della quinta edizione della manifestazione che si è svolta dal 5 al 31 gennaio sono stati presentati ieri nella conferenza stampa presso Palazzo Barbieri.

Quest’anno la manifestazione ha raddoppiato gli appuntamenti. La proposta traversale e di alta qualità è stata in grado di attraversare generi ed epoche, celebrando nel migliore dei modi il genio di Salisburgo che nel 1770 trovò proprio nella città scaligera riconoscimento, fama e ambizione.

Dai concerti sinfonici e cameristici al teatro di prosa, dall’opera ai concerti di campane, dagli spettacoli per ragazzi agli incontri di divulgazione culturale e scientifica, fino a contaminazioni con la musica contemporanea, jazzistica e per banda: un mese ricco di iniziative che ha riscosso il successo unanime di pubblico e critica.

Un programma variegato per tutta la città

Nata nel 2020 su impulso di Fondazione Cariverona e di altri promotori (Comune di Verona, Accademia Filarmonica di Verona, Fondazione Arena di Verona), quest’anno la rassegna ha segnato un nuovo, importante traguardo, confermandosi un grande festival della città.

Sotto la direzione artistica di Michele Magnabosco, affiancato da Pietro Trincanato, Andrea Marcon e Stefano Trespidi, il festival ha coinvolto alcune tra le più significative realtà culturali cittadine. I 21 enti partner hanno compreso e abbracciato pienamente lo spirito di Mozart a Verona, entrando a fare parte di una rete accomunata dal desiderio di offrire un programma culturale e musicale di alto livello ai cittadini e ai visitatori.

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Due le differenze rispetto alla precedente edizione. È stato innanzitutto ampliato il cartellone degli eventi, che è andato oltre la musica e oltre il genere classico. Basti pensare alla partecipazione del NED Ensemble, del Corpo Bandistico Arrigo Boito o della Big Band Ritmo Sinfonica “Città di Verona. Ma anche alla contaminazione tra teatro e prosa che ha aperto il festival il 5 gennaio con Paolina Leopardi racconta Mozart (Sonia Bergamasco come voce recitante e il maestro Marco Scolastra al pianoforte).

Il secondo elemento di novità è legato invece alla geografia della città. Quest’anno il festival si è “espanso” fino a coinvolgere 19 sedi in tutta Verona (l’anno scorso erano sette), da Eataly al Museo di Castelvecchio, dal Palazzo Maffei a San Pietro in Monastero. Una manifestazione itinerante, quindi, con il merito di guardare oltre i confini del centro storico.

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Il Don Giovanni al Teatro Ristori

Tra i momenti da incorniciare del festival Mozart a Verona 2024 spicca il Don Giovanni al Teatro Ristori (25 e 27 gennaio), che ha visto sul palcoscenico Frau Musika, l’orchestra di giovani talenti under 30 specializzata in musica barocca, sostenuta dalla Fondazione Cariverona. L’opera in forma semi-scenica è stata eseguita su strumenti originali dell’epoca con accordatura storica, sotto la sapiente direzione del maestro Massimo Raccanelli.

“Tra i punti di forza di questa edizione voglio sottolineare il ruolo da protagonisti dei giovani – ha commentato il presidente di Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco -. Il successo del Don Giovanni, interpretato dall’orchestra Frau Musika, composta da talenti under 30 provenienti da tutto il mondo, dimostra che il linguaggio universale della musica classica ha il potere di creare unità e coesione, scavalcando qualsiasi confine geografico o barriera generazionale”.

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“È perfettamente in linea con il lavoro di valorizzazione delle nuove generazioni che, come Fondazione, portiamo avanti da tempo. Siamo, inoltre, soddisfatti della rete sempre più ampia e solida, nata qualche anno fa su nostra iniziativa, che si è progressivamente sviluppata attorno al festival. È il segno di una città che, quando lavora insieme per obiettivi comuni, è in grado di ottenere grandi risultati”, ha concluso il presidente.

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