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CAPITALE UMANO

FoodSeed 2026, sette startup per disegnare il futuro dell’agroalimentare

28 ottobre 2026 

Presentata a Verona la quarta edizione dell’acceleratore, con un investimento iniziale di 1,75 milioni di euro. Fondazione Cariverona contribuisce a rafforzare un ecosistema che ha già sostenuto 28 imprese innovative, trasformando ricerca e talento in nuove opportunità di sviluppo

Presentata a Verona la quarta edizione dell’acceleratore, con un investimento iniziale di 1,75 milioni di euro. Fondazione Cariverona contribuisce a rafforzare un ecosistema che ha già sostenuto 28 imprese innovative, trasformando ricerca e talento in nuove opportunità di sviluppo

Dai robot intelligenti che riconoscono le malattie delle piante prima che diventino visibili agli ingredienti capaci di ridurre zuccheri e grassi saturi senza sacrificare il gusto. Fino alle tecnologie che rendono autonomi i macchinari agricoli e agli algoritmi che aiutano a gestire gli allevamenti. Il futuro dell’agroalimentare prende forma attraverso sette nuove startup, protagoniste della quarta edizione di FoodSeed, l’acceleratore italiano dedicato all’innovazione Foodtech.

Le giovani imprese sono state presentate il 27 ottobre a Verona, nella sede di UniCredit, durante il Demo Day di FoodSeed che ha riunito startup, investitori, aziende, ricercatori e istituzioni. Selezionate tra 225 candidature, il numero più alto mai registrato dal programma, le sette realtà potranno contare su un investimento iniziale complessivo di 1,75 milioni di euro, pari a 250 mila euro ciascuna, con la possibilità di accedere a ulteriori finanziamenti fino a 500 mila euro per i progetti più promettenti.

“Dall’agricoltura di precisione alla qualità degli alimenti, le sette startup selezionate dimostrano come l’innovazione tecnologica possa offrire risposte concrete alle sfide di una filiera chiamata a diventare sempre più sostenibile, efficiente e competitiva”

Promosso e co-investito da Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures, che ne cura anche la gestione operativa, FoodSeed fa parte della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital. Un’iniziativa nata nel 2023 con un obiettivo preciso: avvicinare ricerca, impresa e capitali per accompagnare la trasformazione di una filiera strategica per l’economia italiana, chiamata oggi a confrontarsi con cambiamento climatico, scarsità delle risorse, sicurezza alimentare e crescente competizione internazionale.

Dalla ricerca al mercato: sette idee per cambiare la filiera

Le protagoniste del nuovo ciclo arrivano da ambiti differenti, ma condividono una stessa ambizione: trasformare le sfide del settore agroalimentare in soluzioni concrete, sostenibili e applicabili su scala industriale. Cinque startup sono italiane, mentre due sono nate negli Stati Uniti e apriranno una sede operativa nel nostro Paese.

Nel campo dell’agricoltura di precisione, Agrisky, con sede a Roma, sviluppa uno scanner robotico che monitora costantemente lo stato di salute delle piante in serra, individuando precocemente stress idrici e patologie grazie all’intelligenza artificiale. Anostra, dall’Abruzzo, punta invece a rendere più accessibile l’automazione agricola attraverso sistemi di guida autonoma installabili anche su macchinari esistenti, senza dipendere da reti esterne.

A Torino, Altered Materials lavora a nanocapsule biodegradabili capaci di rilasciare i principi attivi dei biopesticidi in risposta ai segnali biologici delle piante, riducendo dispersioni e trattamenti. Sempre dal Piemonte arriva NewOil Technologies, che trasforma oli vegetali in ingredienti funzionali in grado di sostituire alcuni grassi saturi e additivi nelle preparazioni alimentari, mantenendone consistenza e stabilità.

Sul fronte della nutrizione, Looops, di Bolzano, utilizza la fermentazione di sottoprodotti agroalimentari per sviluppare ingredienti che consentono di ridurre lo zucchero di circa il 30%, preservando gusto e struttura degli alimenti. Dagli Stati Uniti, Migma combina intelligenza artificiale e chimica avanzata per individuare formulazioni antiossidanti personalizzate, con l’obiettivo di prolungare la conservazione dei prodotti e contrastare gli sprechi. MooNitoring, anch’essa nata negli USA e con una sede operativa in Veneto, integra invece i dati sanitari e produttivi degli allevamenti in una piattaforma digitale, migliorando la gestione delle aziende lattiero-casearie e la valutazione dei rischi.

“Il valore di FoodSeed va oltre il sostegno alle singole idee imprenditoriali: sta nella capacità di accompagnarle verso il mercato, creando connessioni tra ricerca, competenze industriali e investimenti”

Tecnologie diverse che raccontano un cambiamento profondo: l’innovazione non riguarda più soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole, ma l’intera filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione, dalla gestione delle risorse alla qualità degli alimenti.

Un ecosistema che cresce, crea lavoro e attrae talenti

Con il quarto ciclo, FoodSeed raggiunge 713 progetti valutati e 28 startup accelerate. Le prime 21 imprese sostenute nelle precedenti edizioni hanno raccolto oltre 20 milioni di euro di investimenti durante e dopo il programma, attivando più di 60 accordi commerciali e industriali. A questi risultati si aggiunge un impatto concreto sull’occupazione: 80 posti di lavoro creati tra il 2023 e il 2025.

Numeri che testimoniano la capacità dell’acceleratore di accompagnare le idee oltre la fase sperimentale, favorendo nuove opportunità imprenditoriali, collaborazioni industriali e professionalità qualificate.

Cresce anche l’attrattività internazionale: il 49% delle candidature del 2026 proviene dall’estero, mentre il 38% delle startup candidate conta almeno una fondatrice, rispetto al 35% dell’edizione precedente. Tra le sette realtà selezionate, tre presentano almeno una donna nel gruppo fondatore. Segnali di un ecosistema che amplia progressivamente i propri confini e le possibilità di partecipazione.

A rafforzare questo percorso è anche la sinergia con Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH), l’incubatore nazionale nato a Verona per sostenere le iniziative imprenditoriali nelle prime fasi di sviluppo. Tre startup dell’attuale edizione, Agrisky, Altered Materials e NewOil Technologies, provengono proprio dai suoi programmi di incubazione. Un collegamento virtuoso che permette di accompagnare i progetti dalla nascita dell’idea fino all’accelerazione industriale, costruendo una filiera dell’innovazione sempre più integrata.

“Le 28 startup accelerate in quattro anni raccontano la crescita di un ecosistema che non genera soltanto nuove imprese, ma contribuisce anche ad attrarre talenti, sviluppare competenze e creare opportunità occupazionali”

Fondazione Cariverona: costruire alleanze per generare valore

Il percorso di FoodSeed riflette una visione dello sviluppo che Fondazione Cariverona porta avanti da anni: mettere in relazione competenze, risorse e attori diversi, condividere il rischio dell’innovazione e creare le condizioni perché la crescita economica produca benefici duraturi per le comunità.

«Il valore di FoodSeed si misura nella capacità di trasformare l’innovazione in opportunità concrete per le imprese e i territori. In quattro anni abbiamo contribuito a costruire un ecosistema nelle tecnologie agroalimentari che mette in relazione ricerca, startup, industria e capitali, creando le condizioni perché le idee più promettenti possano svilupparsi e competere sul mercato», sottolinea Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona.

«I risultati raggiunti confermano la validità di questo approccio: non si tratta soltanto di sostenere nuove iniziative imprenditoriali, ma di rafforzare una filiera strategica per il nostro Paese, accompagnandone la transizione verso modelli più sostenibili e competitivi. È in questa prospettiva che Fondazione Cariverona interpreta il proprio ruolo: attivare alleanze, condividere il rischio dell’innovazione e generare ricadute durature in termini di sviluppo, competenze e occupazione. Perché la vera sfida è fare in modo che il progresso tecnologico si traduca in valore economico e sociale per le nostre comunità».

Una prospettiva sostenuta da un’ampia rete di collaborazioni industriali e scientifiche. Accanto ai promotori e co-investitori Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures, e a CDP Venture Capital, il programma coinvolge Gruppo Amadori, Veronafiere, Accelerate for Impact Platform del CGIAR e Università degli Studi di Verona, partner scientifico dell’iniziativa. A rafforzare ulteriormente l’ecosistema contribuiscono Joule, la scuola di Eni per l’impresa, Revo Insurance, Enologica Vason, NOI Techpark e Fondazione Bruno Kessler. Competenze complementari che favoriscono il dialogo tra ricerca, sperimentazione e industria, creando nuove occasioni di crescita per le startup.

Il Demo Day segna così un nuovo traguardo per FoodSeed, ma soprattutto apre ulteriori possibilità di crescita per le imprese protagoniste. Perché il valore dell’innovazione si misura nella capacità di uscire dai laboratori, incontrare i bisogni reali e diventare sviluppo, lavoro e nuove opportunità. Un percorso che, partendo dalle competenze e dalle vocazioni produttive dei territori, contribuisce a costruire un futuro più sostenibile e competitivo per l’agroalimentare italiano.

“L’esperienza di FoodSeed conferma quanto sia importante costruire collaborazioni durature tra soggetti diversi. È attraverso questa capacità di fare sistema che l’innovazione può tradursi in valore economico e sociale per i territori e le comunità”

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