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CAPITALE UMANO

Scienza, tecnologia e scelte consapevoli: nuove rotte per le giovani generazioni

2 ottobre 2026 

Polaris+ mette a disposizione 25 milioni di euro per sostenere percorsi innovativi di formazione e orientamento nelle scuole secondarie. Candidature entro il 21 gennaio 2027. Il 16 e 20 ottobre due webinar gratuiti e aperti a tutti per conoscere l’iniziativa

Polaris+ mette a disposizione 25 milioni di euro per sostenere percorsi innovativi di formazione e orientamento nelle scuole secondarie. Candidature entro il 21 gennaio 2027. Il 16 e 20 ottobre due webinar gratuiti e aperti a tutti per conoscere l’iniziativa

Come sarà il lavoro tra dieci anni? Quali competenze serviranno per affrontarlo? E, soprattutto, come possiamo aiutare ragazze e ragazzi a scegliere oggi percorsi capaci di valorizzare davvero talenti, passioni e inclinazioni?

Sono domande che entrano sempre più presto nelle classi e nelle famiglie. Perché intelligenza artificiale, automazione, cybersecurity, analisi dei dati e nuove tecnologie non stanno semplicemente creando nuove professioni: stanno trasformando quelle che già conosciamo e ridisegnando il rapporto tra formazione, lavoro e cittadinanza.

È in questo scenario che prende il via Polaris+, il nuovo bando promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale per avvicinare studentesse e studenti delle scuole secondarie alle discipline STEM e ICT e accompagnarli verso scelte formative e professionali più informate e consapevoli.

“Il vero divario non è solo tecnologico: nasce quando opportunità, competenze e aspirazioni non riescono a incontrarsi”

L’iniziativa mette a disposizione 25 milioni di euro e guarda a un passaggio decisivo nella crescita delle nuove generazioni: quello in cui curiosità, aspirazioni e capacità iniziano a trasformarsi in scelte. Non si tratta quindi soltanto di insegnare nuove skills tecniche, ma di offrire strumenti per comprendere un mondo che cambia rapidamente, scoprendo opportunità che spesso rimangono distanti, poco conosciute o condizionate da stereotipi.

Per approfondire contenuti e modalità di partecipazione sono già in programma due webinar gratuiti e aperti a tutti: il primo si terrà venerdì 16 ottobre alle ore 10.00 (iscriviti qui), il secondo martedì 20 ottobre alle ore 15.00 (iscriviti qui).

Un divario che riguarda il futuro del Paese

La posta in gioco è alta. La transizione digitale sta aumentando la richiesta di professionalità e competenze tecnologiche, mentre l’Italia continua a mostrare fragilità significative proprio su questo fronte. Secondo i dati più recenti riportati dal bando, nel 2025 solo il 54,3% della popolazione tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base. Gli specialisti ICT rappresentano circa il 4,1% della forza lavoro e l’incidenza dei laureati nel settore si ferma attorno all’1,5%, contro una media europea del 4,5%.

Nel frattempo, le previsioni sui fabbisogni occupazionali raccontano una domanda crescente di profili qualificati. Intelligenza artificiale, Big Data, reti, cybersecurity e alfabetizzazione tecnologica sono tra gli ambiti destinati ad assumere un peso sempre maggiore nei prossimi anni. E il disallineamento è già evidente: nel 2025 laureati, diplomati ai master e iscritti agli ITS Academy in ambito ICT sono poco più di 72 mila, a fronte di un fabbisogno occupazionale significativamente superiore, con circa due opportunità di lavoro per ogni nuovo ingresso.

Ma il divario non è soltanto quantitativo. È anche sociale, territoriale e di genere. Le donne rappresentano ancora appena il 17% dei professionisti ICT, mentre rimangono minoritarie nei percorsi scientifici e tecnologici. Persistono inoltre, già tra i più giovani, stereotipi che associano le carriere STEM prevalentemente al genere maschile. A questo si aggiungono differenze territoriali negli apprendimenti matematici e scientifici, che tendono ad ampliarsi durante la scuola secondaria.

È proprio qui che l’orientamento assume un significato più profondo. Orientare non significa indicare una strada, ma allargare il campo delle possibilità. Significa permettere a una ragazza o a un ragazzo di incontrare mondi professionali che non aveva mai considerato, sperimentare capacità che non sapeva di possedere e scegliere senza essere frenato dal contesto familiare, sociale o culturale di partenza.

Dalla lezione al laboratorio, dalla scuola al mondo del lavoro

Polaris+ nasce con questa ambizione. I progetti dovranno rivolgersi alternativamente agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo grado oppure a quelli delle secondarie di secondo grado, costruendo percorsi coerenti con età, bisogni ed esperienza dei partecipanti.

Per i più giovani, la sfida è creare un ambiente stimolante e inclusivo in cui avvicinarsi gradualmente alle discipline scientifiche e tecnologiche, sostenendo anche la scelta del ciclo di studi successivo. Per gli studenti delle superiori, invece, diventa centrale conoscere meglio l’offerta della formazione terziaria e le opportunità professionali legate al mondo STEM e ICT, rafforzando convinzioni già maturate ma anche permettendo a chi si sente distante da questi ambiti di esplorarli senza pregiudizi.

“Orientare significa ampliare il campo delle possibilità, soprattutto per chi rischia di restare ai margini delle trasformazioni in corso”

Le attività potranno spaziare dalla formazione laboratoriale al learning by doing, dai lavori di gruppo al coinvolgimento diretto di università, centri specializzati, imprese e pubbliche amministrazioni. Per gli studenti più grandi potranno essere previste anche esperienze dirette nel mondo del lavoro, tirocini e PCTO in ambito scientifico e tecnologico.

La scuola, però, non è chiamata ad agire da sola. Il bando invita infatti a coinvolgere anche docenti, famiglie e organizzazioni del territorio, costruendo comunità educanti capaci di riconoscere talenti e inclinazioni e, allo stesso tempo, di mettere in discussione stereotipi e aspettative che possono limitare le scelte dei più giovani.

Un’attenzione particolare sarà riservata ai ragazzi e alle ragazze che vivono situazioni di vulnerabilità o svantaggio, legate ad esempio alle condizioni socioeconomiche, a bisogni educativi speciali, alla scarsità di servizi e opportunità culturali o alla residenza in aree periferiche. Perché il digitale può diventare una leva di mobilità e inclusione solo se le occasioni per conoscerlo e padroneggiarlo sono realmente accessibili.

Dalla sperimentazione alla scala

C’è poi un elemento che caratterizza questa nuova fase. Polaris+ non riparte da zero. Il bando rappresenta infatti lo scale-up di Polaris, la precedente iniziativa dedicata all’orientamento e alla formazione STEM. L’obiettivo è passare dalla sperimentazione alla diffusione su una scala più ampia, concentrando le risorse su un numero più limitato di progetti ma di dimensioni maggiori, capaci di raggiungere più beneficiari e di coinvolgere partenariati strutturati.

Le esperienze già sostenute con Polaris che hanno dimostrato maggiore efficacia potranno inoltre beneficiare di una premialità nel nuovo processo di valutazione, a determinate condizioni. Una scelta che segue una logica precisa: sperimentare, misurare ciò che funziona e mettere i modelli migliori nelle condizioni di crescere, così da produrre conoscenze ed esperienze utili anche alle politiche pubbliche.

“Dalla sperimentazione alla scala: Polaris+ punta a far crescere i modelli capaci di dimostrare efficacia e impatto reale”

In questa direzione va anche la valutazione di impatto prevista per tutti i progetti finanziati, che sarà realizzata dall’Evaluation Lab del Fondo attraverso una metodologia strutturata. Non conterà quindi soltanto quante attività saranno realizzate o quanti studenti parteciperanno: l’obiettivo sarà comprendere quali cambiamenti gli interventi avranno effettivamente generato negli apprendimenti, nella consapevolezza e, nel tempo, nelle scelte formative dei beneficiari.

Il Fondo per la Repubblica Digitale nasce dalla collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria per accompagnare la transizione digitale del Paese investendo sulle competenze e sull’inclusione. Fondazione Cariverona, insieme alle altre Fondazioni di origine bancaria, partecipa a questo percorso che punta a ridurre i divari e a trasformare l’innovazione tecnologica in un’opportunità accessibile a una platea sempre più ampia.

25 milioni per costruire alleanze educative

La dotazione complessiva di Polaris+ è di 25 milioni di euro. Di questi, 14 milioni sono destinati a progetti nel Nord e nel Centro Italia e 11 milioni al Sud e alle Isole. In base all’età dei beneficiari, 7 milioni sono riservati agli interventi rivolti alle scuole secondarie di primo grado e 18 milioni a quelli destinati alle secondarie di secondo grado.

Le proposte dovranno essere presentate da partenariati composti da un minimo di tre a un massimo di otto soggetti, guidati da un ente privato senza scopo di lucro. È previsto il coinvolgimento obbligatorio di almeno tre scuole, i cui studenti saranno i beneficiari diretti delle attività. Potranno entrare nelle alleanze anche soggetti pubblici e, in presenza di specifiche competenze necessarie alle attività formative e di orientamento, realtà for profit secondo le condizioni stabilite dal bando.

Ogni progetto potrà richiedere un contributo compreso tra 800 mila e 3 milioni di euro e dovrà avere una durata tra 12 e 24 mesi. Saranno valorizzate la qualità e la complementarità dei partenariati, l’uso di metodologie formative interattive, il collegamento con il mondo universitario e produttivo, l’attenzione ai giovani più fragili e la capacità di rispondere ai nuovi fabbisogni professionali.

Le candidature dovranno essere trasmesse esclusivamente online attraverso la piattaforma Re@dy entro le ore 13.00 del 21 gennaio 2027.

Tutti i dettagli, la documentazione e le condizioni di partecipazione sono disponibili nella pagina dedicata a Polaris+.

Per il bando

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