L’esperienza promossa da Fondazione Cariverona ed Eatable Adventures compie tre anni e diventa ITAIH: un ecosistema per connettere ricerca, startup, imprese e capitali lungo tutta la filiera agroalimentare

Da Verona all’Italia, con uno sguardo sempre più internazionale. A tre anni dal suo avvio, Verona Agrifood Innovation Hub evolve in Italia Agrifood Innovation Hub, ITAIH, una piattaforma nazionale nata per rafforzare l’innovazione agroalimentare come leva strategica di competitività, sostenibilità e crescita per il Paese.
Promosso dalla Fondazione insieme a Eatable Adventures, tra i principali acceleratori foodtech a livello globale, il progetto compie oggi un salto di scala significativo.
L’esperienza nata nel territorio veronese ha infatti generato in tre anni oltre 450 sinergie tra startup, imprese e investitori e coinvolto più di 1.900 partecipanti in eventi, workshop e percorsi formativi. Un modello di open innovation che, dopo essersi consolidato nel Nord-Est, si prepara ora ad assumere una dimensione nazionale.
“Da Verona nasce una nuova ambizione nazionale: trasformare l’eccellenza agroalimentare italiana in innovazione, impresa e competitività globale”
Il passaggio a ITAIH arriva in un momento particolarmente favorevole per il settore. L’agrifoodtech italiano è cresciuto del 18%, raggiungendo quota 121,6 milioni di euro, in controtendenza rispetto al rallentamento europeo.
Un segnale che conferma il potenziale del Paese e la necessità di un’infrastruttura capace di trasformare ricerca, talenti e capacità produttiva in soluzioni concrete, scalabili e competitive sui mercati globali.
Un ecosistema nazionale per accelerare l’innovazione
ITAIH nasce per connettere in modo strutturato università, centri di ricerca, startup, imprese, investitori e istituzioni, valorizzando l’eccellenza scientifica e industriale italiana lungo tutta la catena del valore, “from farm to fork”. L’obiettivo è integrare FoodTech e AgriTech in un unico framework strategico, accelerando il trasferimento tecnologico e favorendo l’adozione di soluzioni innovative da parte delle filiere.

Dopo il consolidamento in Veneto e nel Nord-Est, l’Hub guarda ora all’intero territorio nazionale, con l’ambizione di replicare il modello veronese in nuovi poli strategici, anche nel Mezzogiorno e nel Sud Italia. Verona manterrà un ruolo di coordinamento dello spoke Nord-Est, all’interno di un ecosistema diffuso pensato per promuovere cultura imprenditoriale, open innovation e nuove competenze.
In questa prospettiva, l’innovazione deep-tech diventa anche uno strumento di tutela del Made in Italy: un modo per proteggere qualità, identità produttiva e risorse nazionali di fronte alle pressioni climatiche, alla volatilità dei mercati e ai profondi cambiamenti che attraversano il sistema agroalimentare.
Tre anni di risultati concreti
Il percorso sviluppato finora ha prodotto un impatto tangibile sulla formazione, sull’imprenditorialità e sul trasferimento tecnologico. L’Hub ha promosso corsi verticali su nutrizione, economia circolare e imprenditoria Made in Italy, oltre a workshop gratuiti ed eventi di networking che hanno contribuito a costruire una community ampia e qualificata.
“ITAIH porta il modello veronese oltre i confini regionali, con l’obiettivo di unire territori, competenze e filiere in una rete italiana dell’agrifoodtech”
Tra le iniziative più significative figura il Foodtech Incubator, programma dedicato a trasformare ricerche universitarie, spin-off e idee early-stage in imprese del futuro: ha raccolto 78 candidature e selezionato 10 progetti ad alto contenuto tecnico-scientifico.
A questo si affiancano le sfide verticali di open innovation, come la Wine Tech Challenge, realizzata con quattro aziende leader del settore vitivinicolo italiano, che ha individuato 8 startup nazionali e internazionali con soluzioni pronte a rispondere ai bisogni della filiera.
Completa il quadro l’Agrifood TechTransfer Lab, percorso intensivo di tre mesi pensato per accompagnare le scoperte dei laboratori universitari verso business case pronti per il mercato. Un tassello centrale per trasformare l’eccellenza della ricerca in impresa, occupazione qualificata e competitività industriale.
Territori, giovani talenti e mercati globali
La nuova fase di ITAIH punta anche a valorizzare e attrarre giovani talenti sui territori, offrendo opportunità professionali concrete all’interno dei distretti locali e rafforzando il legame tra formazione, ricerca e impresa.

A sostenere l’avvio dell’espansione nazionale sarà una rete di partner strategici che comprende Università degli Studi di Verona, Università di Padova, Verona Fiere, Mulino Padano, Zeep! Agency, ITS Academy Agroalimentare Veneto, Confagricoltura Verona e Confindustria Verona.
Grazie al network internazionale di Eatable Adventures, l’Hub favorirà inoltre la connessione tra l’ecosistema italiano dell’innovazione agroalimentare e i principali mercati globali, dall’Europa all’America Latina fino al Medio Oriente, facilitando lo scambio di tecnologie, competenze e opportunità di sviluppo.
Manfredi: “Continueremo a fare la nostra parte abilitando connessioni”
“Con Italia Agrifood Innovation Hub compiamo un passaggio importante: ciò che è nato a Verona come esperienza territoriale diventa oggi una piattaforma nazionale al servizio di un settore strategico per il Paese”, dichiara Filippo Manfredi, Direttore Generale di Fondazione Cariverona.
“Come Fondazione continueremo a fare la nostra parte: abilitare connessioni, accompagnare progettualità ad alto impatto e creare le condizioni perché talenti, competenze e idee possano trasformarsi in opportunità concrete per le filiere, per i territori e per le nuove generazioni”.
“Innovare il cibo significa proteggere il Made in Italy: custodirne l’identità, rafforzarne le filiere e prepararlo alle sfide climatiche, tecnologiche e di mercato”
Con ITAIH, l’innovazione agroalimentare italiana entra così in una nuova fase: più connessa, più ambiziosa, più vicina ai territori e alle grandi sfide globali. Da Verona prende forma una piattaforma nazionale pensata per accompagnare il futuro del cibo, rafforzando le filiere, sostenendo le nuove generazioni e facendo dell’eccellenza italiana un motore di sviluppo competitivo e sostenibile.
