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INNOVAZIONE SOCIALE

Lavoro che include, territori che crescono

6 febbraio 2026

Con il bando Lavoro e Inclusione, la Fondazione investe 4 milioni di euro in 12 progetti su cinque province per trasformare l’accesso al lavoro in autonomia, dignità e partecipazione

Con il bando Lavoro e Inclusione, la Fondazione investe 4 milioni di euro in 12 progetti su cinque province per trasformare l’accesso al lavoro in autonomia, dignità e partecipazione

In Italia il lavoro è tornato a crescere nei numeri, ma non sempre nella sostanza. Aumentano gli occupati, mentre restano ai margini intere fasce di popolazione: giovani che non studiano e non lavorano, donne costrette a scegliere tra reddito e cura, persone con disabilità, migranti intrappolati in impieghi precari o invisibili. È una contraddizione che attraversa l’attualità quotidiana, tra dati macroeconomici incoraggianti e una realtà sociale sempre più polarizzata. In questo spazio di frizione si gioca una delle sfide decisive per la coesione del Paese.

È qui che si colloca l’intervento di Fondazione Cariverona che, attraverso il bando Lavoro e Inclusione, sostiene 12 progetti con un investimento complessivo di 4 milioni di euro. Un’azione che attraversa cinque province – Verona (5), Vicenza (3), Mantova (2), Belluno (1), Ancona (1) – e che punta a rendere il lavoro una leva concreta di autonomia e partecipazione.

“La vera sfida non è solo creare lavoro, ma renderlo accessibile e stabile per chi oggi resta ai margini”

Lavoro inclusivo per uno sviluppo solido dei territori

“Il lavoro è fondamentale perché garantisce dignità e offre opportunità di realizzazione e autonomia alle persone”, commenta Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona.

“Ed è decisivo anche per i territori, perché significa crescita economica, nuova occupazione, capacità di attrarre talenti e trattenere energie. Ma perché questo motore funzioni davvero, le opportunità non possono restare per pochi: l’inclusione è ciò che allarga l’accesso al lavoro e rende lo sviluppo più solido. È su questa idea – un lavoro che crea valore e amplia la partecipazione – che abbiamo scelto di investire con il bando”.

Insieme per non lasciare indietro nessuno

I progetti selezionati mettono al centro persone che rischiano di restare fuori dal mercato del lavoro o che ne sono già state espulse: donne in difficoltà nel rientro occupazionale, giovani lontani dai percorsi formativi, persone con disabilità, migranti, lavoratori fragili colpiti da povertà multidimensionale.

Accanto a loro operano enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, imprese e realtà formative: soggetti diversi chiamati a lavorare in modo coordinato, per rendere più semplice l’accesso ai servizi, più efficaci i percorsi e più stabile la tenuta degli inserimenti.

“Non basta offrire opportunità: servono percorsi guidati, servizi connessi e qualcuno che accompagni davvero le persone nel cambiamento”

In un momento storico segnato da transizioni profonde – digitale, demografica, ambientale – il rischio è che il lavoro diventi una soglia sempre più selettiva, lasciando indietro chi ha meno strumenti per affrontare il cambiamento.

I progetti sostenuti dalla Fondazione puntano invece a ridurre questa distanza, costruendo percorsi personalizzati e rafforzando la capacità dei contesti locali di leggere bisogni complessi e dialogare con il sistema produttivo.

Fondazione, da ente erogatore a partner

Accanto ai singoli interventi, il bando introduce anche un elemento meno visibile ma decisivo: gli Impact LAB, spazi di lavoro e confronto che accompagneranno nel tempo tutti i progetti sostenuti, anche grazie alla partnership con Fondazione Adecco.

Non semplici momenti di rendicontazione, ma occasioni strutturate di apprendimento collettivo, in cui enti pubblici, terzo settore, imprese e valutatori indipendenti potranno analizzare ciò che funziona, ciò che va corretto e ciò che può essere replicato, trasformando l’esperienza dei territori in patrimonio condiviso.

Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona

“La Fondazione non è solo un ente finanziatore: è un partner che accompagna”, sottolinea Giordano.

“Aiutiamo chi opera sul campo a rafforzare strumenti e modo di lavorare, a leggere i risultati e a migliorare passo dopo passo. E soprattutto costruiamo alleanze: mettiamo allo stesso tavolo soggetti che spesso hanno linguaggi e priorità diverse per costruire visioni comuni attorno al lavoro e trasformarle in azioni coordinate. È così che l’impatto non resta episodico, ma diventa un cambio di passo per tutto il territorio”.

“Sport e cultura diventano strumenti di inclusione quando rimuovono ostacoli e offrono spazi accessibili in cui ciascuno può esprimersi e crescere”

Una responsabilità collettiva per un futuro condiviso

Il bando Lavoro e Inclusione si inserisce così in un dibattito più ampio che attraversa il Paese: come rendere il lavoro accessibile, dignitoso e sostenibile in una società che cambia.

La risposta, per Fondazione Cariverona, passa da un investimento strutturale sulle competenze e sulla collaborazione tra attori diversi, perché l’inclusione lavorativa non è una concessione: è una responsabilità collettiva e una scelta strategica per territori in grado di attrarre, trattenere, crescere, senza escludere.

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