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CAPITALE UMANO

Nasce lo Young Advisory Board: 12 giovani e un nuovo patto tra generazioni per il futuro dei territori

19 gennaio 2026

Selezionati tra oltre 180 candidature, 8 donne e 4 uomini con età media di 23 anni. Arrivano da Verona (4), Vicenza (4), Belluno (2) e Mantova (2): nel triennio 2026-2028 affiancheranno la Fondazione con un ruolo consultivo, propositivo e operativo

Selezionati tra oltre 180 candidature, 8 donne e 4 uomini con età media di 23 anni. Arrivano da Verona (4), Vicenza (4), Belluno (2) e Mantova (2): nel triennio 2026-2028 affiancheranno la Fondazione con un ruolo consultivo, propositivo e operativo

I membri dello YAB nella sede della Fondazione (i due membri di Belluno in collegamento da remoto)

C’è un tema di fiducia e partecipazione che attraversa molti territori: tante ragazze e ragazzi faticano a riconoscersi nei luoghi in cui si prendono decisioni, mentre istituzioni e comunità cercano nuovi modi per tenere insieme velocità del presente e bisogni reali.

Per ricucire questo dialogo tra generazioni e renderlo concreto, Fondazione Cariverona istituisce lo Young Advisory Board (YAB), un nuovo organismo consultivo e propositivo pensato per portare in modo strutturato lo sguardo delle nuove generazioni dentro le scelte della Fondazione nel ciclo 2026-2028.

Alla call lanciata nei mesi scorsi hanno risposto oltre 180 giovani, un segnale che contraddice un luogo comune diffuso: la voglia di contribuire esiste, quando gli spazi sono credibili e il coinvolgimento è reale.

Da questo percorso di selezione nasce oggi un gruppo composto da 12 ragazze e ragazzi (8 donne e 4 uomini) tra i 19 e i 27 anni, con età media di 23:

  • Micol Buffo, Yasmine Razouali, Chiara Sivero, Gaia Zanzi dalla provincia di Verona
  • Segen Desalegen Atewebrhan, Maria Coccolo, Giorgio Fotoudis, Valeria Santaterra dalla provincia di Vicenza
  • Jacopo Bridda, Elena Giacomelli dalla provincia di Belluno
  • Pietro Casari, Amanpreet Singh Hayer dalla provincia di Mantova

Un gruppo eterogeneo per esperienze e sensibilità, con competenze trasversali coerenti con le direttrici strategiche della Fondazione: ambiente e territorio, opportunità per i giovani, comunità accoglienti e solidali.

“Lo Young Advisory Board nasce per trasformare il dialogo tra generazioni in un canale stabile di confronto: un luogo in cui idee, bisogni e visioni dei giovani entrano nel lavoro della Fondazione prima che le scelte siano già definite”

Le parole del presidente Bruno Giordano

“Quando diciamo che i giovani non partecipano, in realtà stiamo descrivendo un’altra cosa: non trovano luoghi in cui la partecipazione conti davvero. E le oltre 180 candidature arrivate per lo YAB lo dimostrano”, dichiara Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona.

“Oggi, con questi 12 ragazzi e ragazze, facciamo un salto di qualità: non li abbiamo scelti per ‘rappresentare’ una generazione, ma per lavorare insieme a noi. Portano radicamento nei territori, sguardi diversi e competenze trasversali. Il loro compito sarà aiutarci a prendere decisioni migliori: trasformare bisogni reali in proposte realizzabili, misurarsi con priorità e vincoli, e costruire un confronto vero tra generazioni“.

“La fiducia nasce così: quando una voce entra nelle scelte prima che siano già scritte, e quando chi ha più esperienza è disposto a condividere responsabilità, potere, conseguenze”.

Il percorso Attenti ai giovani! a Verona

Cosa farà lo Young Advisory Board

Lo Young Advisory Board, sviluppato in collaborazione con Ashoka Italia, accompagnerà l’intero triennio 2026-2028 della Fondazione. Non sarà un tavolo consultivo “una tantum”, ma un dispositivo stabile di confronto e proposta. I membri dello YAB saranno chiamati a intercettare bisogni emergenti, leggere i cambiamenti sociali e culturali che attraversano i territori, trasformare istanze e desideri in proposte argomentate e realizzabili.

In concreto, il Board entrerà nei processi di orientamento strategico e contribuirà al lavoro interno della Fondazione, partecipando ai momenti di confronto e alle attività collegate alla programmazione pluriennale e annuale.

Inoltre, potrà progettare e attivare iniziative rivolte ai coetanei e sperimentare strumenti innovativi di partecipazione, con la possibilità di operare su risorse dedicate: un segnale che sposta la partecipazione dal “dire la propria” al misurarsi con priorità, vincoli, scelte e impatto.

“Non è una partecipazione di facciata: i componenti dello YAB sono chiamati a misurarsi con priorità, vincoli e impatto, contribuendo a rendere più solide e attuabili le proposte che riguardano il futuro delle comunità”

Come si svolgerà il percorso: camp, incontri e formazione

L’avvio del percorso sarà segnato da un Changemaker Camp residenziale di tre giorni, in programma a febbraio 2026. Si tratta di un laboratorio intensivo pensato per costruire coesione, metodo e visione comune, e per trasformare un gruppo di persone in un gruppo di lavoro. Nel corso dell’anno sono previsti 7-10 incontri, in presenza e online, con un impegno continuativo che rende lo YAB una presenza reale, non simbolica.

A riconoscimento del tempo e della responsabilità richiesti, la Fondazione prevede una borsa di studio annuale di 3.000 euro lordi per ciascun componente, oltre a rimborsi spese e opportunità formative. È una scelta che mette un punto fermo. Se si chiede alle nuove generazioni di contribuire al bene comune, quel contributo va valorizzato con strumenti concreti, non solo con parole.

La presentazione del report Futuro Qui! a Verona

Dal percorso di ascolto alla corresponsabilità: Futuro Qui! e Attenti ai giovani!

Lo Young Advisory Board è l’approdo naturale di un percorso che Fondazione Cariverona ha costruito nel tempo per passare dall’ascolto alla corresponsabilità. La ricerca Futuro Qui! ha raccolto le voci di oltre mille under 35 e ha fotografato ciò che rende un territorio davvero attrattivo per chi vuole costruire una vita: lavoro dignitoso, accesso alla casa, servizi, mobilità, cultura, spazi di socialità e la possibilità di incidere.

I workshop Attenti ai giovani! hanno poi portato idee e proposte delle nuove generazioni direttamente nei luoghi in cui si costruisce la programmazione, accorciando la distanza tra chi vive i problemi e chi prova a generare soluzioni. Con lo YAB, quel cammino diventa stabile: un canale continuo di dialogo intergenerazionale che accompagna la programmazione e ne rafforza la qualità, perché mette in relazione sguardi diversi sul presente e sul futuro.

“Il percorso si inserisce nel cammino avviato con Futuro Qui! e proseguito con Attenti ai giovani!, consolidando il passaggio dall’ascolto alla corresponsabilità e aprendo spazi di collaborazione con istituzioni, scuola, università, imprese e terzo settore”

Un tassello dentro una strategia più ampia per l’attrattività dei territori

“Lo Young Advisory Board non è un’iniziativa isolata”, prosegue Giordano. “Si inserisce in un percorso che la Fondazione sta portando avanti da anni per aumentare le opportunità per i giovani e rendere i nostri territori più attrattivi. Ascolto, sperimentazione, programmazione, e ora un coinvolgimento stabile”.

“Ma una Fondazione, da sola, non basta. Per trattenere talenti e creare condizioni di futuro servono politiche, servizi, lavoro, casa, mobilità, cultura. Per questo agiremo in sinergia con enti locali, scuole e università, imprese e terzo settore. Lo YAB è uno strumento in più, prezioso, perché aiuta a tenere questa agenda ancorata alla realtà e a trasformare il dialogo in scelte e alleanze concrete”.

Il percorso Attenti ai giovani! a Vicenza

Prossimi passi: community e nuove iniziative per allargare il coinvolgimento

Il lavoro dello YAB sarà affiancato da un percorso più ampio. Nelle prossime settimane verranno infatti lanciate iniziative rivolte anche ai candidati non selezionati, per mettere in rete energie e competenze e costruire una community stabile di giovani interessati a contribuire ai territori.

In un tempo in cui la parola “futuro” rischia di suonare astratta, lo YAB nasce come un gesto concreto, come un pezzo di governance che prova a rendere più solide le decisioni, più vicino il linguaggio delle istituzioni, più credibile il patto tra generazioni. Perché la sfida non riguarda soltanto i giovani. Riguarda la capacità dei territori di restare vivi, attrattivi, innovativi. Riguarda tutti.

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