Dal 19 al 21 dicembre, tre concerti di musica sacra e virtuosismo a Feltre, Verona e Vicenza con l’orchestra di giovani talenti su strumenti originali diretta da Andrea Marcon, sostenuta dal mecenatismo in Art Bonus di Fondazione Cariverona

L’orchestra su strumenti originali Frau Musika, diretta dal maestro Andrea Marcon e sostenuta dal mecenatismo in Art Bonus di Fondazione Cariverona, torna a celebrare il Natale con un nuovo ciclo di tre concerti che intrecciano le voci di tre giganti del Settecento: Händel, Bach e Vivaldi.
È un appuntamento ormai atteso dal pubblico, che ritrova in questo progetto non solo l’occasione di ascoltare capolavori della musica sacra e strumentale, ma anche la possibilità di vedere all’opera una formazione di giovani talenti provenienti da diversi Paesi, impegnati su strumenti originali e in un percorso di alta formazione orchestrale. La ricerca sulla prassi esecutiva storicamente informata si unisce all’energia di un’orchestra giovane, capace di far risuonare queste pagine con freschezza e profondità.
Il programma natalizio di Frau Musika, intitolato Incanto di Natale: tra Händel, Bach e Vivaldi, prenderà il via venerdì 19 dicembre nella Cattedrale di San Pietro a Feltre, per proseguire sabato 20 dicembre nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Verona e concludersi domenica 21 dicembre nella Basilica del SS. Felice e Fortunato a Vicenza. Tutti i concerti sono a ingresso libero, con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite e inizio fissato alle 20.30.
“Un’unica trama musicale attraversa Feltre, Verona e Vicenza, trasformando le cattedrali in luoghi di incontro tra comunità, giovani musicisti e capolavori del barocco europeo”
Tre città, tre chiese simbolo delle rispettive comunità e un unico itinerario artistico che unisce la forza evocativa dell’architettura sacra all’ascolto della grande musica barocca. In queste serate d’Avvento, le navate di Feltre, Verona e Vicenza diventeranno lo spazio ideale in cui il suono degli strumenti d’epoca, la voce solista e il respiro dell’orchestra dialogano con la luce, il silenzio e l’atmosfera raccolta del Natale.
Händel, Bach, Vivaldi: dialogo tra tre maestri del Settecento
Il programma è concepito come un vero racconto in musica. La serata si apre con il Concerto grosso in sol maggiore op. VI n. 1 di Georg Friedrich Händel, pagina in cui la lezione di Corelli incontra la teatralità del compositore tedesco trapiantato a Londra, tra eleganza formale e slancio drammatico.
Sempre di Händel è il Salve Regina, affidato alla voce del soprano Benedetta Zanotto, che attraversa una tavolozza di affetti che va dal raccoglimento alla supplica, sostenuta da una scrittura intensa per archi e basso continuo.
Il cuore centrale della serata è il Concerto in re minore per due violini e orchestra BWV 1043 di Johann Sebastian Bach, uno dei vertici del suo catalogo strumentale: un dialogo serrato tra i due solisti, fatto di imitazioni, rincorse e intrecci melodici che trasformano la forma del concerto in un laboratorio di equilibrio e fantasia.

Accanto a Bach, il genio di Antonio Vivaldi illumina il programma con il Concerto in sol maggiore per due violini e orchestra d’archi RV 516 e con il Concerto in do maggiore per flautino, archi e basso continuo RV 444, dove il timbro brillante del flautino taglia lo spazio sonoro come una luce improvvisa, creando un gioco vivace e scintillante con l’orchestra.
A chiudere il concerto è il mottetto “O qui coeli terraeque serenitas” RV 631, pagina meno eseguita ma di straordinaria bellezza, in cui Vivaldi intreccia melismi vocali e linee orchestrali limpide in un clima di intensa serenità spirituale.
Protagonisti accanto al maestro Andrea Marcon saranno, oltre a Benedetta Zanotto, il flautino di Irene Liebau e i violini solisti Paolo Tagliamento e Vikram Francesco Sedona, impegnati in un dialogo fatto di precisione tecnica, fantasia e ascolto reciproco che rende ogni concerto un’esperienza viva e irripetibile.
“L’energia dei talenti emergenti incontra la profondità dei grandi maestri del Settecento, dando vita a un concerto in cui virtuosismo, ascolto reciproco e spiritualità si tengono in perfetto equilibrio”
Un laboratorio orchestrale che parla al futuro
Dietro il successo di questi concerti c’è un progetto che ha cambiato il modo di intendere la formazione orchestrale in Italia. Frau Musika nasce infatti come orchestra giovanile su strumenti originali e come laboratorio artistico-formativo ideato da Andrea Marcon e realizzato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza.
I giovani musicisti, selezionati attraverso audizioni internazionali, trascorrono periodi intensivi di studio nei dintorni di Vicenza, vivendo e lavorando fianco a fianco con i loro maestri. Le giornate si dividono tra prove d’insieme, lavoro per sezioni, approfondimento delle prassi esecutive storicamente informate, ascolto condiviso e momenti di vita comunitaria che contribuiscono a forgiare una forte identità orchestrale.

Da questo contesto sono nate, in pochi anni, produzioni di grande rilievo: dalle Passioni di Bach ai Concerti Brandeburghesi, dai progetti vivaldiani alle collaborazioni con cori e istituzioni concertistiche italiane, fino agli impegni con festival e teatri che riconoscono in Frau Musika una realtà ormai di riferimento nel panorama europeo della musica antica.

Il ruolo della Fondazione e il valore del mecenatismo Art Bonus
Fondazione Cariverona sostiene Frau Musika come mecenate della cultura attraverso lo strumento dell’Art Bonus, rendendo possibile un’iniziativa che unisce formazione d’eccellenza, produzione artistica di alto livello e valorizzazione dei territori.
Questo sostegno non è solo un contributo economico, ma un vero modello di mecenatismo contemporaneo, capace di coinvolgere istituzioni, imprese e cittadini in una responsabilità condivisa verso il patrimonio culturale e verso le nuove generazioni di musicisti.
“Con Frau Musika, Fondazione Cariverona fa del mecenatismo un investimento concreto nelle nuove generazioni, trasformando il sostegno alla cultura in futuro condiviso per i territori”
In questo quadro, i concerti di Natale 2025 non sono soltanto tre appuntamenti in calendario, ma diventano il simbolo di una visione: fare della musica uno strumento concreto di investimento sul futuro, capace di generare competenze, lavoro culturale di qualità, occasioni di incontro e bellezza condivisa.
Nelle sere di dicembre, tra le luci delle cattedrali di Feltre, Verona e Vicenza, le note di Händel, Bach e Vivaldi restituiranno al pubblico proprio questo: la sensazione che il passato possa parlare al presente con una forza intatta, grazie all’entusiasmo e alla professionalità di una nuova generazione di interpreti, sostenuta da una comunità che sceglie di credere nel potere trasformativo della cultura.
