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AMBIENTE

FoodSeed 2025 porta a Verona 7 nuove soluzioni per il futuro del cibo

23 ottobre 2025 

Dalla ricerca all’impatto sociale, passando per il mercato: imprese, territori e startup insieme per una filiera più sostenibile e competitiva

Dalla ricerca all’impatto sociale, passando per il mercato: imprese, territori e startup insieme per una filiera più sostenibile e competitiva

La terza edizione di FoodSeed accende i riflettori su sette giovani realtà pronte a trasformare, con soluzioni concrete, l’intera filiera agroalimentare. Dalla biotecnologia all’economia circolare, fino all’intelligenza artificiale, i progetti presentati ieri nel corso di un evento presso la sede UniCredit di Verona raccontano un’Italia che innova facendo squadra tra imprese, ricerca e territori, con un modello di collaborazione aperta che facilita l’adozione industriale di tecnologie spesso difficili da integrare nei processi tradizionali.

Le nuove startup selezionate – cinque italiane e due nate all’estero con founder italiani – portano in dote risposte a sfide molto attuali: scarti agricoli che diventano ingredienti di valore, packaging bio-based e compostabili, sistemi di monitoraggio che aiutano gli agricoltori a prevenire rischi e migliorare le rese, proteine fermentate per etichette più pulite.

È un mosaico che parla di impatto ambientale ridotto, efficienza produttiva e qualità dei prodotti, con un percorso di accelerazione di sei mesi e un investimento iniziale di 170 mila euro per ciascuna startup, che può crescere fino a 500 mila per le realtà più promettenti.

“In tre anni il programma ha messo a terra risultati misurabili – 21 startup accelerate, 10,2 milioni raccolti e oltre 50 collaborazioni industriali – dimostrando che l’innovazione fa la differenza quando entra nei processi e nei prodotti”

Una rete che moltiplica valore

FoodSeed è parte della Rete Nazionale di CDP Venture Capital ed è promosso e co-investito da Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures. Fin dal lancio nel 2023, ha potuto contare su un ecosistema di partner industriali e della ricerca che ne ha rafforzato l’azione. Con una dotazione complessiva di 15 milioni di euro e un obiettivo chiaro: sostenere la crescita dell’agrifood tech italiano promuovendo collaborazioni effettive tra startup, imprese e centri di ricerca.

In tre anni sono state accelerate 21 startup, che hanno raccolto 10,2 milioni di euro e attivato oltre 50 collaborazioni industriali. Tra i casi già affermati, Foreverland con un round da 3,4 milioni e il primo impianto in Puglia per il “cioccolato” a base di carruba, e HypeSound, che ha raccolto 1,2 milioni per la bioproduzione attraverso il suono. Sono numeri e storie che raccontano la forza di un approccio di open innovation centrato sull’adozione, non sulla teoria.

Il senso per la Fondazione: costruire ponti, generare impatto

“Chiudiamo il triennio di FoodSeed con una certezza: il futuro del food si costruisce insieme”, dichiara Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona. “Le realtà accelerate in questi anni mostrano che sostenibilità, economia circolare e tecnologie digitali possono diventare valore per tutta la filiera quando l’innovazione è davvero aperta: collaborazione concreta tra startup e imprese, trasferimento tecnologico dalla ricerca, accompagnamento delle istituzioni e radicamento nei territori”.

“Per noi open innovation significa creare ponti, condividendo rischi e competenze, per accelerare l’adozione di soluzioni che riducono sprechi, migliorano l’impatto ambientale e rafforzano la competitività. Questa è la visione di sistema della Fondazione: lavorare insieme per trasformare le idee in risultati, rendendo la transizione sostenibile accessibile e generando impatto duraturo per tutta la comunità “.

Dalla vigna al packaging, dalla cosmetica ai satelliti

L’edizione 2025 mette in evidenza applicazioni pronte per l’uso:

  • Prospecto: monitoraggio dei vigneti “on the go” con telecamere sui trattori e AI: resa, salute e piante mancanti in tempo reale
  • Bloxy: packaging attivo e biodegradabile che riduce l’ossidazione e prolunga la freschezza degli alimenti
  • AlmaSerum: trasforma il siero di latte in acqua riutilizzabile e membrane cosmetiche, direttamente in caseifici
  • Kymia: estrae principi attivi naturali dal mallo di pistacchio per cosmetica e nutraceutica.
  • PeelPack: vaschette compostabili per ortofrutta ricavate dagli scarti di patata
  • GreenAnt: dati satellitari e intelligenza artificiale per prevenire rischi climatici e ottimizzare le rese agricole
  • NOIET: proteine fermentate che sostituiscono additivi, per ricette più naturali e “etichette pulite”

Tecnologie diverse, stesso obiettivo: rendere l’agroalimentare più resiliente, competitivo e sostenibile.

“Per la Fondazione significa costruire ponti e condividere rischi per trasformare l’innovazione in valore per i territori: più competitività per le imprese, nuove competenze per i giovani e un minore impatto ambientale”

Un appuntamento che guarda avanti

La presentazione a Verona segna un passaggio simbolico. Tre anni di lavoro hanno consolidato un metodo che avvicina laboratori e stabilimenti, startup e produttori, istituzioni e investitori.

Le due realtà internazionali guidate da founder italiani scelte quest’anno confermano una capacità attrattiva in crescita e un posizionamento sempre più europeo dell’ecosistema, con ricadute positive per competenze, talenti e opportunità di collaborazione. L’ambizione è chiara: innovare dove serve, con chi può farla accadere, accorciando i tempi tra idea, prototipo e adozione industriale.

Perché è una buona notizia per i territori

FoodSeed nasce e cresce nel dialogo con le filiere del Nord Est e con i distretti del Paese, portando nel concreto la logica del “fare insieme”. In questo orizzonte, il ruolo della Fondazione non di abilitazione: mettere a fattor comune reti, fiducia e pazienza progettuale perché l’innovazione non si fermi alla prova di laboratorio.

È così che iniziative come questa diventano sviluppo locale: più competitività per le imprese, nuove competenze per i giovani, maggiore sostenibilità lungo la catena del valore.

È un percorso che, al termine del triennio, consegna un risultato tangibile: 21 startup accelerate, capitali mobilitati, collaborazioni attivate e una comunità dell’innovazione più matura e consapevole, pronta a scalare nuove sfide della transizione sostenibile.

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