Giovedì 24 settembre alle 18.30, nella sede della Fondazione, Marinella Senatore dialoga con Emilio Casalini sul ruolo dell’arte nei processi di partecipazione, attivazione e rigenerazione dei territori. Durante la serata sarà presentato anche “La forma dello spazio”, il nuovo progetto culturale che da ottobre vedrà l’artista protagonista a Verona

Giovedì 24 settembre alle 18.30, nella sede di Fondazione Cariverona, RIGENERA – il viaggio torna con una domanda concreta: in che modo l’arte può contribuire a cambiare un territorio e la comunità che lo abita? Non può farlo da sola, né sostituire politiche, servizi o investimenti. Può però incidere sul modo in cui le persone si incontrano, abitano gli spazi e riconoscono ciò che hanno in comune.
A esplorare questa capacità dell’arte di attivare partecipazione e accompagnare processi di rigenerazione sarà Marinella Senatore, tra le artiste italiane più riconosciute sulla scena contemporanea internazionale, in dialogo con Emilio Casalini, giornalista Rai, conduttore televisivo e curatore di RIGENERA.
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È questo il cuore di “CULTURA – L’arte per fare comunità”, quarta tappa del percorso promosso da Fondazione Cariverona dopo gli appuntamenti dedicati all’ambiente, ai giovani e alla partecipazione. RIGENERA porta nel confronto pubblico alcune delle grandi domande che riguardano il futuro dei territori, traducendole in conversazioni aperte e accessibili.
Questa volta la cornice è la cultura, con l’arte come punto di osservazione: che cosa succede quando un’opera non chiede soltanto di essere guardata, ma invita le persone a prendere parte e modifica il rapporto con uno spazio e con chi lo vive?
Quando l’arte diventa un’esperienza collettiva
Da oltre vent’anni il lavoro di Marinella Senatore si sviluppa proprio attorno a questi temi. Installazioni luminose, performance, musica, processioni, disegno e pratiche collettive portano l’esperienza artistica fuori dai luoghi tradizionalmente deputati all’arte e dentro la vita pubblica.
Le sue grandi strutture luminose reinterpretano le luminarie dell’Italia meridionale, trasformando una tradizione legata alla festa collettiva in un linguaggio contemporaneo; The School of Narrative Dance, fondata nel 2012, coinvolge invece persone e gruppi attraverso workshop, processioni e azioni performative. I suoi progetti hanno raggiunto nel tempo oltre otto milioni di partecipanti in 24 Paesi.
La sua ricerca è stata presentata in istituzioni come Centre Pompidou, Palais de Tokyo, Kunsthaus Zürich, Museum of Contemporary Art Chicago, MAXXI e Castello di Rivoli e in manifestazioni internazionali tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di São Paulo e la Biennale de Lyon. Nel 2026 Senatore è stata nominata Artista dell’Anno dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Il suo lavoro mostra una forma di trasformazione che non coincide necessariamente con un cambiamento immediatamente visibile o misurabile. Un’opera può però alterare prospettive, far emergere voci, creare nuovi usi di un luogo e trasformare il pubblico da spettatore a parte attiva.
Arte, identità e rigenerazione dei territori
È in questo passaggio che la ricerca di Senatore incontra il tema di RIGENERA: la rigenerazione intesa come capacità di riattivare risorse, legami e significati già presenti. È la stessa impostazione che attraversa il ciclo 2026 della Fondazione, dove la cultura viene letta come fattore di coesione, innovazione sociale e apertura.
Il dialogo con Emilio Casalini partirà dalla pratica di Senatore per allargarsi al rapporto tra arte, identità, partecipazione e sviluppo dei territori. Giornalista, scrittore e progettista culturale, Casalini lavora da anni sulla narrazione del patrimonio materiale e immateriale e ha ideato, scritto e condotto per Rai3 Generazione Bellezza, programma dedicato a esperienze in cui patrimonio, cultura e creatività diventano fattori di benessere e nuove opportunità.
“L’arte non sostituisce politiche, servizi o investimenti, ma può cambiare il modo in cui le persone vivono uno spazio, entrano in relazione tra loro e si riconoscono come parte di una comunità”
“La forma dello spazio”: un nuovo progetto per Verona
Durante la serata sarà inoltre presentato “La forma dello spazio. Marinella Senatore per le collezioni di Fondazione Cariverona e UniCredit”, il nuovo progetto culturale che prenderà avvio a Verona nel mese di ottobre.
Al centro ci sarà una nuova installazione luminosa site-specific realizzata dall’artista per il cortile di Palazzo Pellegrini, sede della Fondazione, insieme a due grandi arazzi della serie The Theatre of Commons. L’intervento trasformerà simbolicamente il cortile in una piazza, uno spazio da attraversare e in cui sostare.

Il progetto, realizzato da Fondazione Cariverona e UniCredit in collaborazione con Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona, ArtVerona e Urbs Picta, sarà inaugurato il 10 ottobre 2026, in occasione di ArtVerona, e aperto al pubblico dall’11 ottobre. Alla sua costruzione contribuiranno anche parole e riflessioni raccolte attraverso un percorso di coinvolgimento della comunità studentesca dell’Università di Verona.
Nuovi immaginari per abitare il cambiamento
Con “CULTURA – L’arte per fare comunità”, RIGENERA prosegue così il suo viaggio interrogando una delle dimensioni meno tangibili, ma decisive, della trasformazione dei territori: la capacità di produrre nuovi immaginari, dare significati diversi ai luoghi e rendere le persone partecipi del cambiamento.
L’appuntamento è giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18.30, nella sede di Fondazione Cariverona, via A. Forti 3A a Verona. L’ingresso è gratuito previa registrazione su Eventbrite.
Cenni biografici su Marinella Senatore
Marinella Senatore (Cava de’ Tirreni, 1977) è un’artista multidisciplinare la cui ricerca mette al centro partecipazione, relazione e costruzione condivisa della conoscenza. Da oltre vent’anni lavora con installazioni luminose, arazzi, collage, disegno e performance, intrecciando linguaggi contemporanei con musica, celebrazioni pubbliche, culture processionali e tradizioni popolari.
Tra gli elementi più riconoscibili del suo lavoro ci sono le grandi installazioni luminose ispirate alle luminarie dell’Italia meridionale, reinterpretate nello spazio pubblico come luoghi di incontro e partecipazione.
“Nella ricerca di Marinella Senatore l’opera non è soltanto un oggetto da osservare: diventa uno spazio da abitare insieme, capace di mettere in relazione persone, esperienze e immaginari diversi”
Nel 2012 ha fondato The School of Narrative Dance, progetto aperto e itinerante basato su workshop, processioni e azioni collettive. Nel corso della sua carriera i suoi progetti hanno coinvolto milioni di persone in oltre ventiquattro Paesi.
Il suo lavoro è stato presentato in importanti istituzioni internazionali, tra cui Centre Pompidou, Palais de Tokyo, Kunsthaus Zürich, Museum of Contemporary Art Chicago, MAXXI e Castello di Rivoli, e in manifestazioni come la Biennale di Venezia, la Biennale di São Paulo, la Biennale de Lyon e Manifesta.
Nel 2026 è stata nominata Artista dell’Anno dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.