Il 12 maggio, nell’ex chiesa di San Pietro in Monastero, arriva la tappa veronese di Italia Comunità Digitale 2026, il percorso nazionale promosso da Fondo per la Repubblica Digitale e Acri per esplorare come l’IA sta cambiando società, apprendimento e lavoro

L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana. È già nelle nostre giornate, negli strumenti che usiamo per cercare informazioni, studiare, scrivere, creare contenuti, orientarci tra dati e decisioni. Per molti ragazzi e ragazze è una presenza familiare, spesso sorprendente, ma proprio per questo sempre più bisognosa di consapevolezza, spirito critico e domande.
Da questa urgenza nasce la tappa veronese di Italia Comunità Digitale 2026 – “Come stiamo cambiando con l’IA”, il ciclo nazionale di incontri promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale e da Acri, insieme alle Consulte territoriali delle Fondazioni di origine bancaria, per stimolare un confronto su come le nuove tecnologie stiano trasformando società, lavoro e informazione.
L’appuntamento è in programma martedì 12 maggio 2026 alle ore 11, nell’ex chiesa di San Pietro in Monastero, in via Garibaldi 3 a Verona. L’incontro, organizzato dalla Consulta delle Fondazioni del Triveneto, è rivolto agli studenti e alle studentesse degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado del territorio: non una lezione frontale, ma uno spazio di dialogo pensato per mettere le nuove generazioni al centro di una delle trasformazioni più decisive del presente.
“L’intelligenza artificiale non è un futuro da attendere, ma un presente da comprendere: conoscerne opportunità, limiti e rischi è oggi una nuova forma di cittadinanza”
Capire l’IA per abitare il cambiamento
La domanda non è più se l’intelligenza artificiale cambierà le nostre vite, ma come lo stia già facendo. L’IA modifica il modo in cui accediamo alle informazioni, costruiamo conoscenza, immaginiamo professioni, affrontiamo decisioni e sviluppiamo creatività. Può ampliare opportunità e rendere più accessibili strumenti complessi, ma porta con sé anche interrogativi profondi: affidabilità dei contenuti, tutela dei dati, ruolo degli algoritmi, nuove disuguaglianze, rapporto tra tecnologia e responsabilità umana.
La tappa di Verona sarà dedicata a tre parole chiave particolarmente vicine all’esperienza dei giovani: algoritmi, creatività, etica. Tre dimensioni che attraversano scuola, comunicazione, orientamento professionale e cittadinanza digitale. Usare l’IA, infatti, non significa soltanto imparare a maneggiare un nuovo strumento: significa comprenderne le logiche, riconoscerne i limiti e interrogarsi sugli effetti che produce sulle persone e sulle comunità.

Due voci autorevoli per leggere il presente
A guidare il confronto saranno Fabio Mercorio, professore ordinario di AI e Data Analytics all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Maristella Matera, professoressa ordinaria di Human-Computer Interaction al Politecnico di Milano.
Mercorio porterà il suo sguardo sui modelli di intelligenza artificiale, sui dati e sulle applicazioni a supporto dei processi decisionali, con particolare attenzione al rapporto tra tecnologie, competenze e mercato del lavoro.
Matera accompagnerà invece il pubblico dentro una prospettiva centrata sulle persone: come progettare sistemi intelligenti accessibili, inclusivi e capaci di collaborare con gli esseri umani, senza sostituire la complessità delle relazioni, delle competenze e della creatività.
Il dialogo tra questi due approcci permetterà di affrontare l’intelligenza artificiale non come un tema astratto, ma come una realtà che incrocia vita quotidiana, scuola, informazione, lavoro, immaginazione e diritti.
“Algoritmi, creatività ed etica saranno le parole guida della tappa veronese: tre chiavi per leggere il modo in cui l’IA sta trasformando scuola, informazione, lavoro e relazioni”
La voce dei ragazzi al centro
A rendere l’incontro vicino al linguaggio e alle sensibilità degli adolescenti sarà la conduzione degli speaker di Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti nata nel 2010 e realizzata da ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. Da anni Radioimmaginaria sperimenta un modo diretto, contemporaneo e partecipativo di comunicare con le nuove generazioni, trasformando temi complessi in conversazioni accessibili e coinvolgenti.
Il format prevede un’apertura istituzionale, un talk con gli esperti e uno spazio di interazione con il pubblico. Saranno anche le domande degli studenti a dare ritmo al confronto, facendo emergere curiosità, dubbi, aspettative e timori di chi l’intelligenza artificiale la incontra già ogni giorno, spesso prima degli adulti.
Questa dimensione peer-to-peer è uno degli elementi più significativi del progetto: non parlare ai giovani, ma parlare con loro, riconoscendoli come protagonisti della transizione digitale.

Un percorso nazionale sulle competenze del domani
Verona è una delle cinque tappe di Italia Comunità Digitale 2026, insieme a Forlì, Pistoia, Salerno e Genova. Ogni appuntamento affronta l’intelligenza artificiale da un punto di vista specifico, intrecciando competenze digitali, futuro del lavoro, impatto sociale, partecipazione, formazione, orientamento, informazione, nuovi media e dati.
Il ciclo prosegue idealmente l’esperienza avviata nel 2024 e conferma l’impegno del Fondo per la Repubblica Digitale e di Acri nel promuovere una cultura digitale diffusa e inclusiva.
Il Fondo, nato dalla partnership tra Governo e Acri nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione del PNRR e del PNC e alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria, sostiene percorsi di formazione e inclusione digitale rivolti a diversi destinatari, con l’obiettivo di sperimentare modelli efficaci e contribuire alla costruzione di future politiche pubbliche.
“Il confronto con gli studenti nasce da un’idea semplice e decisiva: le nuove generazioni non sono spettatrici della transizione digitale, ma protagoniste chiamate a orientarla”
A Verona un confronto per guardare avanti
L’incontro del 12 maggio sarà un’occasione per avvicinare i ragazzi a una consapevolezza decisiva: l’intelligenza artificiale non è un destino già scritto, ma un cambiamento da comprendere e governare. Il punto non è temere la tecnologia né celebrarla in modo acritico, ma imparare a conoscerla, discuterla e usarla con intelligenza.
Perché il futuro digitale non dipenderà solo da ciò che gli algoritmi saranno in grado di fare. Dipenderà anche da ciò che le comunità, le scuole, le istituzioni e le nuove generazioni sapranno chiedere alla tecnologia. E da quanto saremo capaci di trasformare l’innovazione in un’opportunità condivisa.