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CAPITALE UMANO

Foodtech Incubator accelera il futuro dell’agrifood

23 settembre 2025 

Al via la call per il nuovo programma del Verona Agrifood Innovation Hub che trasforma ricerca e tecnologie in soluzioni concrete per filiere più sostenibili e competitive

Al via la call per il nuovo programma del Verona Agrifood Innovation Hub che trasforma ricerca e tecnologie in soluzioni concrete per filiere più sostenibili e competitive

Da oggi, 23 settembre, sono aperte le candidature per Foodtech Incubator, il nuovo programma del Verona Agrifood Innovation Hub – sostenuto anche dalla Fondazione – dedicato a startup, spinoff universitari e team imprenditoriali con tecnologie e prototipi pronti a misurarsi con il mercato. La call seleziona progetti capaci di portare nel mondo reale soluzioni ad alto potenziale, con un’attenzione concreta a sostenibilità, innovazione e sviluppo del capitale umano.

Il percorso nasce per accelerare il passaggio delle soluzioni più promettenti dai laboratori alle filiere produttive, favorendo collaborazioni industriali, accesso a competenze specialistiche e validazione sul campo. L’obiettivo è generare impatti misurabili per il territorio e il Nordest, con ricadute che si estendono al sistema nazionale e ai mercati internazionali.

“La sostenibilità guida il percorso: dall’efficienza dei processi alla circolarità e alla tracciabilità, le tecnologie selezionate puntano a ridurre sprechi e impatti generando benefici ambientali, sociali ed economici per l’ecosistema”

Perché adesso: il nodo del tech transfer

Il progetto risponde a una criticità strategica del Paese: accorciare la distanza tra ricerca e mercato. In Italia il trasferimento tecnologico non esprime ancora tutto il suo potenziale; molte innovazioni restano allo stadio embrionale o faticano a trovare i partner industriali con cui scalare. In un settore come l’agrifood – attraversato da transizioni ambientali, digitali e sociali – questo divario rallenta competitività, qualità e sicurezza delle filiere.

I dati confermano la necessità di un salto di qualità: solo il 15% delle tecnologie in Italia nasce dalle università, mentre il 76,8% si sviluppa all’interno delle startup. Foodtech Incubator interviene su questo snodo costruendo ponti operativi tra scienza e impresa: test applicativi, percorsi di business design, mentorship tecnica e incontri strutturati con partner industriali e potenziali investitori, così che i risultati di ricerca diventino soluzioni adottabili.

Cosa offre il percorso, come si cresce

Il programma propone un ambiente ad alto contenuto tecnico con attività mirate ad aumentare il livello di maturità tecnologica delle soluzioni e modello di business, verificare la scalabilità delle tecnologie, misurare impatti ambientali e sociali e definire metriche di adozione industriale.

I progetti emergenti potranno candidarsi in cinque aree chiave di innovazione: Agricoltura Innovativa; Ingredienti & prodotti Next-Gen; Economia Circolare & Upcycling; Biotech & nuovi processi produttivi; Deep Tech per la filiera agroalimentare.

Accanto al lavoro sui prodotti, l’incubatore investe nelle persone. Team giovani, ricercatori e profili tecnici trovano un contesto in cui sviluppare competenze imprenditoriali e manageriali. Il percorso prevede infatti un programma ibrido e intensivo che unisce formazione, mentorship e workshop, attraverso un confronto diretto con aziende e investitori.

Si apre con un bootcamp iniziale, dedicato a definire le basi del progetto e allineare il lavoro sui pilastri chiave. Segue un calendario di sessioni di gruppo online, per condividere conoscenze, strumenti e best practice, e di sessioni individuali 1:1, per approfondire le specificità di ogni iniziativa e accelerarne la crescita.

Impatto per il territorio, visione di lungo periodo

Foodtech Incubator nasce per creare valore condiviso. La sostenibilità è una direttrice centrale del percorso. Il programma valorizza soluzioni capaci di promuovere pratiche responsabili lungo la filiera e di ridurre sprechi e impatti, in coerenza con le aree chiave – dalla circolarità ai nuovi processi produttivi – e con la missione del VAIH. Questo approccio abilita benefici ambientali e sociali, ma anche economici, perché riduce inefficienze e apre nuove opportunità di mercato.

In questo quadro si colloca il sostegno della Fondazione, orientato allo sviluppo sostenibile del territorio. Attraverso iniziative come questa, la Fondazione promuove partnership tra imprese, atenei e centri di ricerca, favorisce l’occupazione qualificata e contribuisce a trattenere e attrarre giovani talenti. È una strategia che mette al centro le comunità e le competenze, consolidando un ecosistema capace di innovare nel tempo.

“Al centro ci sono giovani e competenze: l’incubatore rafforza il capitale umano del territorio, favorendo occupazione qualificata, crescita e connessioni stabili tra imprese, atenei e centri di ricerca”

Tempistiche e prossimi step

Le candidature per la selezione di un massimo di 10 idee ad alto impatto sono aperte sulla pagina ufficiale del Verona Agrifood Innovation Hub. Il programma prenderà avvio a novembre 2025, con il traguardo del Demo Day di febbraio 2026, occasione di visibilità e incontro con partner industriali e stakeholder dell’innovazione. È una roadmap pensata per accorciare i tempi tra prototipo e adozione, portando più velocemente sul mercato le soluzioni che fanno la differenza.

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