Al via il bando da 4,5 milioni di euro per interventi concreti che ricuciono ecosistemi e città – habitat, corridoi ecologici, verde urbano e periurbano – con progetti a Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova

C’è un filo che lega l’aria irrespirabile in città, le ondate di calore che trasformano i quartieri in “forni”, i campi che chiedono acqua quando non ce n’è e poi la ricevono tutta insieme, troppo e troppo in fretta. È il filo della fragilità degli ecosistemi, messi sotto pressione da consumo di suolo, frammentazione degli habitat e cambiamento climatico.
È in questo scenario, sempre più concreto e quotidiano, che Fondazione Cariverona annuncia l’apertura del bando Capitale naturale 2026, con una dotazione complessiva di 4,5 milioni di euro per sostenere progetti pensati per proteggere, riparare e far rifiorire biodiversità, capitale naturale e risorse idriche.
“Il bando sosterrà azioni che riparano habitat, ricuciono connessioni ecologiche e portano più verde in città e nelle aree periurbane, con cura e manutenzione anche dopo i lavori”
Il bando sostiene progetti capaci di rispondere in modo concreto ad almeno una delle principali sfide ambientali identificate: riportare in salute habitat naturali umidi o terrestri; ricucire reti ecologiche interrotte; far tornare a funzionare ecosistemi degradati; creare più verde in aree urbane o periurbane, con obiettivi di biodiversità e una maggiore difesa dal caldo e dagli eventi estremi.

Educazione e formazione al centro
Gli interventi dovranno essere localizzati esclusivamente nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova e dovranno partire da un punto fermo: l’area deve essere già nella disponibilità del capofila o di un partner pubblico, oppure devono essere già presenti autorizzazioni e assensi necessari ad avviare l’intervento.
Perché l’obiettivo non è solo fare l’intervento, ma mantenerlo. È richiesto che ogni progetto nasca da una lettura chiara del territorio (criticità, rischi, punti di forza) e che indichi risultati visibili raggiungibili entro la durata del programma.
“Ogni progetto deve prevedere attività di coinvolgimento ed educazione rivolte a comunità, scuole e giovani, per costruire consapevolezza nel tempo”
Fondamentali anche il monitoraggio e le strategie di manutenzione nel medio-lungo periodo, insieme a percorsi di coinvolgimento e apprendimento: perché la trasformazione non resti confinata ai lavori, ma diventi una responsabilità condivisa.
La novità di questa edizione è che la dimensione educativa e formativa diventa parte strutturale del bando, con attività rivolte a scuole, giovani e cittadini per costruire consapevolezza e cura nel tempo.
Gioco di squadra
Il bando punta sulle alleanze perché, davanti a sfide così grandi, da soli non basta. Saranno prese in considerazione esclusivamente proposte presentate da una squadra con competenze diverse, con capofila un ente pubblico territoriale.
Nella rete dovranno essere presenti una guida scientifica (Università o centri di ricerca) e obbligatoriamente almeno un soggetto con comprovata esperienza in educazione ambientale e divulgazione, per garantire qualità, continuità e radicamento delle azioni rivolte alla comunità.

Un segno nel futuro dei territori
Il bando Capitale naturale si inserisce in un percorso ormai strutturale per la Fondazione: nelle prime tre edizioni ha già sostenuto 36 progetti con oltre 11 milioni di euro, con l’idea di tenere insieme interventi sul campo e competenze che restano nei territori, perché la cura della natura diventi una capacità stabile e non una risposta occasionale.
Il finanziamento richiedibile alla Fondazione dovrà collocarsi tra 250 e 450mila euro, con una quota a carico dei partner pari ad almeno il 20% del costo totale del progetto. La durata dei programmi dovrà essere pluriennale, comunque non superiore a 36 mesi. Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente online entro le ore 13 del 29 maggio 2026.