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CAPITALE UMANO

Quando l’intelligenza artificiale incontra il lavoro reale: così i giovani portano l’AI dentro le imprese

19 gennaio 2026

Si è chiuso con la presentazione finale dei risultati AI for Business, il percorso sostenuto da Fondazione in collaborazione con Upskill 4.0 che ha trasformato l’innovazione in prototipi concreti per cinque aziende di Verona e Vicenza

Si è chiuso con la presentazione finale dei risultati AI for Business, il percorso sostenuto da Fondazione in collaborazione con Upskill 4.0 che ha trasformato l’innovazione in prototipi concreti per cinque aziende di Verona e Vicenza

Workshop in uno degli spazi riqualificati della sede della Fondazione

In un tempo in cui l’intelligenza artificiale domina il dibattito pubblico – promessa di crescita per alcuni, minaccia per altri – la partita decisiva si gioca lontano dagli slogan: nei luoghi del lavoro, nelle competenze delle persone e nella capacità dei territori di governare il cambiamento.

È da qui che nasce AI for Business, il percorso sostenuto da Fondazione Cariverona insieme ad Upskill 4.0 – nato come spin-off dell’Università Ca’ Foscari Venezia – conclusosi venerdì 23 gennaio a Verona, con un evento di restituzione dei risultati ospitato nella sede della Fondazione.

“L’intelligenza artificiale è diventata un banco di prova operativo: i giovani coinvolti l’hanno applicata a problemi quotidiani, trasformando esigenze interne in soluzioni testabili”

Il progetto ha messo al centro i giovani under 35 delle cinque imprese coinvolte (Evotec e Logistica Uno per la provincia di Verona; Corà, Metalba e Zordan per la provincia di Vicenza) chiamati a lavorare sull’intelligenza artificiale non come esercizio teorico, ma come strumento operativo. Questa impostazione si è tradotta in prototipi sviluppati su casi reali, pensati per migliorare processi, decisioni e qualità del lavoro all’interno delle aziende.

L’obiettivo più ampio è stato investire sulle competenze delle persone e sulla capacità di innovare delle imprese, considerate leve strategiche per rafforzare competitività e attrattività del territorio.

L’appuntamento finale ha rappresentato il momento di restituzione di questo percorso, chiudendo mesi di formazione tecnica, laboratori pratici e confronto continuo con il management, con il supporto di esperti e tutor. I prototipi raccontano un’innovazione concreta, costruita su bisogni quotidiani delle aziende.

Evotec, al servizio dell’efficienza organizzativa

Ha sviluppato uno strumento che aiuta i dipendenti a trovare rapidamente, all’interno delle procedure e dei documenti interni, le informazioni utili per lavorare meglio, riducendo i tempi di reperimento dei dati e le attività ripetitive.

Logistica Uno, velocità e precisione nelle “riconciliazioni”

Ha realizzato una soluzione per controllare in modo automatico le fatture di trasporto, verificando costi e corrispondenze con clienti e fornitori e semplificando un’attività prima svolta manualmente.

Corà, accesso smart ai dati CRM

Ha creato un sistema che rende più semplice l’accesso ai dati commerciali e di relazione con i clienti, supportando le decisioni e valorizzando il patrimonio di conoscenze costruito dall’azienda nel tempo.

“I prototipi raccontano un’idea semplice: l’AI funziona quando nasce dai bisogni reali e migliora il lavoro, invece di complicarlo”

Metalba, comunicazioni ad hoc per l’area commerciale

Ha lavorato su uno strumento che aiuta l’area commerciale a preparare comunicazioni più accurate e coerenti, utilizzando in modo intelligente i dati già disponibili e migliorando l’efficacia del lavoro quotidiano.

Zordan, ottimizzazione del lavoro e Project Management

Ha sviluppato una soluzione a supporto dei responsabili di progetto per avere una visione chiara e aggiornata di carichi di lavoro e risorse, facilitando la pianificazione e il coordinamento tra progettazione e produzione.

Formazione e innovazione per rafforzare il territorio

Esperienze diverse, unite da un filo comune: l’AI come leva di competenze, non come scorciatoia tecnologica. Un approccio che riflette la visione di Fondazione Cariverona, orientata allo sviluppo del territorio attraverso l’investimento in capitale umano, lavoro di qualità e innovazione diffusa.

In questo progetto la Fondazione ha giocato anche un ruolo operativo: la sede di via Forti, i cui spazi sono stati recentemente riqualificati, è diventata un punto di incontro tra imprese e mondo della ricerca, dove team aziendali e docenti hanno lavorato su problemi veri, sviluppando insieme soluzioni innovative.

“Investire sui giovani vuol dire rafforzare la competitività delle imprese e, insieme, costruire un territorio più capace di attrarre e trattenere competenze”

“Oggi l’intelligenza artificiale è spesso raccontata come qualcosa che arriva dall’esterno e che rischia di travolgere i lavoratori”, sottolinea Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona.

“Con AI for Business abbiamo voluto ribaltare questa narrazione: l’innovazione funziona davvero solo quando passa dalle competenze, dalla responsabilità e dall’intelligenza delle persone. Investire sui giovani significa rendere il tessuto economico più competitivo e, allo stesso tempo, rafforzare il territorio”.

“Per noi significa anche aprire spazi di sperimentazione condivisa, dove imprese, enti e università si incontrano e il sapere diventa applicazione. Non parliamo di processi chiusi o riservati a pochi, ma di metodi, strumenti e pratiche che devono generare valore condiviso e duraturo per tutti”.

Una strada per il futuro

La presentazione dei risultati e la tavola rotonda con i CEO delle aziende coinvolte chiudono un’esperienza che non si esaurisce con l’evento finale. L’obiettivo, dichiarato fin dall’inizio, è lasciare tracce replicabili: competenze che restano nelle imprese, comunità di pratica che continuano a confrontarsi, prototipi che diventano soluzioni operative.

In un momento storico in cui il futuro del lavoro è al centro dell’agenda economica e sociale, AI for Business mostra una strada possibile: partire dai giovani, dalle imprese e dai territori per costruire un’innovazione che non esclude, ma include. E che parla il linguaggio della realtà.

Per il comunicato stampa

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