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FONDAZIONE CARIVERONA

Fondazione Cariverona presenta il nuovo Statuto tra regole di governance, territori e partecipazione

14 settembre 2026 

Il documento approvato dal MEF aggiorna meccanismi, nomine e durata degli Organi. Al centro anche il percorso sulla rappresentatività, il nuovo perimetro territoriale dopo il passaggio di Ancona a Carifac e il Manifesto dello Young Advisory Board

Il documento approvato dal MEF aggiorna meccanismi, nomine e durata degli Organi. Al centro anche il percorso sulla rappresentatività, il nuovo perimetro territoriale dopo il passaggio di Ancona a Carifac e il Manifesto dello Young Advisory Board

Un nuovo Statuto, regole di governance pensate per coniugare continuità e ricambio, una composizione più aderente ai territori e nuove forme di partecipazione. Fondazione Cariverona ha presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa al Teatro Ristori di Verona, le principali novità che segnano l’avvio di una nuova fase del proprio percorso istituzionale.

Al centro dell’incontro, il nuovo Statuto: proposto all’unanimità dal Consiglio di amministrazione e approvato, sempre all’unanimità, dal Consiglio generale, ha successivamente ricevuto il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il testo recepisce gli elementi introdotti dall’Addendum al Protocollo ACRI-MEF, sottoscritto il 28 ottobre 2025, e si inserisce nel percorso di verifica della rappresentatività degli enti designanti condotto dalla Fondazione negli ultimi due anni attraverso il confronto con le realtà dei territori.

“Il nuovo Statuto apre una fase di governance pensata per dare più continuità alla programmazione, rafforzare le responsabilità e favorire il ricambio negli Organi”

Governance: continuità, responsabilità e ricambio

In questo quadro, Fondazione Cariverona ha scelto di differenziare la durata degli Organi. Il Presidente e i componenti del Consiglio generale avranno un mandato unico di sei anni, mentre il Consiglio di amministrazione avrà durata triennale nel rispetto del limite complessivo di due mandati consecutivi previsto dallo Statuto. Resta invece invariata a tre anni la durata del Collegio sindacale.

Per il Presidente e il Consiglio generale, la nuova durata si applica già ai mandati in corso, con una specifica disciplina transitoria per i consiglieri già al secondo mandato, che manterranno la scadenza originariamente prevista. Per il Consiglio di amministrazione la nuova durata scatterà dal prossimo mandato, che sarà eccezionalmente biennale, così da rimanere allineato alla scadenza del mandato del Presidente.

A cambiare sono anche le regole sulla permanenza negli Organi. Lo Statuto rafforza i limiti ai mandati consecutivi e introduce vincoli più stringenti per incarichi e collaborazioni successivi: nell’arco di due mandati consecutivi non potrà essere svolto più di un mandato da Presidente né più di uno come componente del Consiglio generale.

«Un’istituzione come la nostra deve avere regole capaci di tenere insieme continuità, ricambio e capacità di guardare lontano – dichiara Bruno Giordano, Presidente di Fondazione Cariverona -. Il nuovo Statuto nasce dentro questa idea: dare respiro alla programmazione, rafforzare la responsabilità degli Organi e rendere la Fondazione sempre più capace di interpretare le trasformazioni delle comunità. Le regole servono a creare le condizioni perché un’istituzione possa essere solida nel tempo e, nello stesso momento, aperta al cambiamento. È questo l’equilibrio che abbiamo cercato».

Una rappresentatività che cambia insieme ai territori

La revisione della governance riguarda anche chi contribuisce alla composizione del Consiglio generale. Il nuovo assetto è il risultato di un percorso di verifica della rappresentatività durato circa due anni, condotto dalla Fondazione attraverso incontri, ascolto e confronto con gli enti designanti e con le realtà dei territori.

Non si tratta di un processo occasionale, ma previsto dall’articolo 8 del Protocollo ACRI-MEF del 2015 e dallo Statuto della Fondazione. Il Protocollo richiede infatti alle Fondazioni di verificare che i soggetti designanti continuino a rappresentare il territorio e gli interessi sociali legati alla loro attività, promuovendo il confronto con enti pubblici e privati espressivi delle comunità.

“La rappresentatività si apre maggiormente ai territori e alla società civile, con l’obiettivo di integrare competenze diverse e leggere meglio i cambiamenti delle comunità”

La logica è quella di aggiornare la rappresentatività, aprendola maggiormente alla pluralità di competenze presenti nella società. Il Consiglio generale sarà composto dal Presidente e da 23 consiglieri (rispetto ai 25 previsti dal precedente assetto): 19 individuati attraverso il sistema delle designazioni e quattro scelti direttamente dal Consiglio generale tra personalità di riconosciuta esperienza e competenza.

Tra le 19 designazioni, due saranno effettuate da enti privati individuati, per ciascun ciclo di nomina, dal Consiglio generale su proposta del Presidente, tra soggetti che si siano distinti nei campi della cultura, dell’economia, dell’istruzione, della formazione e del sociale. Accanto a enti locali, università e altre istituzioni del territorio trovano così maggiore spazio realtà espressive della società civile. Non si tratta quindi soltanto di modificare una composizione, ma di aggiornare nel tempo il modo in cui la Fondazione mantiene aperto il dialogo con le comunità in cui opera.

Oltre alla composizione, il percorso mette l’accento anche sulla qualità e la complementarità delle competenze. Prima delle designazioni, il Consiglio generale individua, su proposta del Presidente, i profili e le caratteristiche ritenuti più funzionali alla missione della Fondazione e alle sfide che interessano i territori di riferimento, dandone comunicazione agli enti designanti.

L’obiettivo è favorire la formazione di un Organo che esprima al tempo stesso una rappresentatività equilibrata e un insieme di competenze diversificate, capaci di contribuire alla lettura dei cambiamenti in atto, all’individuazione delle priorità e all’orientamento delle scelte strategiche della Fondazione.

Ancona e il nuovo perimetro della Fondazione

Il nuovo Statuto sancisce anche un cambiamento rilevante nella geografia di Fondazione Cariverona. Il perimetro di attività prevalente comprende ora Verona, Vicenza, Belluno e Mantova, mentre la provincia di Ancona passa alla competenza erogativa di Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana. L’operazione, divenuta efficace dopo il completamento dell’iter autorizzativo, affida a una Fondazione radicata nelle Marche la futura azione filantropica sul territorio anconetano.

Il cambiamento si riflette anche nella denominazione statutaria, che diventa Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno, senza più il riferimento ad Ancona. Mantova, pur rientrando oggi nell’ambito territoriale prevalente della Fondazione, non è mai comparsa nella denominazione storica.

“Con il passaggio di Ancona a Carifac, Fondazione Cariverona concentra la propria attività prevalente su Verona, Vicenza, Belluno e Mantova, rafforzando prossimità e radicamento territoriale”

L’accordo prevede il trasferimento da Cariverona a Carifac di 35 milioni di euro una tantum, insieme alla nuda proprietà del terreno sottostante Palazzo Camerata. Fondazione Cariverona mantiene inoltre gli impegni erogativi assunti nella provincia, per circa 10 milioni di euro, garantendo continuità ai progetti già avviati.

La ridefinizione del perimetro risponde alla scelta condivisa di rafforzare prossimità ed efficacia dell’azione filantropica, affidando il territorio anconetano a un soggetto in grado di accompagnarne con continuità bisogni, priorità e prospettive di sviluppo.

Dalle regole alla partecipazione: il Manifesto dello Young Advisory Board

Accanto alle regole e alla rappresentanza istituzionale, Fondazione Cariverona rafforza anche nuove modalità di partecipazione. Lo Young Advisory Board, operativo da gennaio 2026, presenta il proprio Manifesto: la prima formalizzazione pubblica della sua identità, del ruolo che intende svolgere e della direzione del proprio lavoro.

Composto da 12 giovani tra i 18 e i 27 anni provenienti da Verona, Vicenza, Belluno e Mantova, lo YAB ha un mandato triennale e non nasce come un semplice luogo di consultazione. Partecipa ai percorsi di confronto collegati alla programmazione strategica della Fondazione e può sviluppare iniziative nell’ambito di una dotazione dedicata.

Il Manifesto mette al centro partecipazione, dialogo intergenerazionale e responsabilità, con l’ambizione di trasformare la presenza dei giovani nei processi della Fondazione da occasione di ascolto a contributo stabile alle scelte e alla progettazione.

«Per noi governance non significa soltanto definire la composizione e la durata degli Organi – sottolinea Filippo Manfredi, Direttore Generale di Fondazione Cariverona – ma costruire processi decisionali più solidi, leggibili e capaci di raccogliere competenze diverse. Una programmazione efficace ha bisogno di indipendenza, responsabilità definite e ascolto strutturato. Il lavoro svolto sulla rappresentatività dei territori e il ruolo affidato allo Young Advisory Board vanno in questa direzione: trasformare il confronto in un elemento stabile del nostro modo di lavorare e tradurlo in scelte e progettualità concrete».

“Con il Manifesto dello Young Advisory Board, la partecipazione dei giovani diventa parte strutturale del lavoro della Fondazione: non solo ascolto, ma contributo alle scelte e alla progettazione”
Per il comunicato stampa
Per il nuovo Statuto

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