Skip to main content Scroll Top

CAPITALE UMANO

La ricerca entra nelle imprese: oltre un milione di euro per l'innovazione dei territori

30 luglio 2026 

Fondazione Cariverona sostiene 14 progetti su intelligenza artificiale, transizione energetica, PFAS, economia circolare e mobilità elettrica, coinvolgendo università e centri di ricerca del Triveneto e delle Marche e imprese attive nei territori di Verona, Vicenza e Ancona

Fondazione Cariverona sostiene 14 progetti su intelligenza artificiale, transizione energetica, PFAS, economia circolare e mobilità elettrica, coinvolgendo università e centri di ricerca del Triveneto e delle Marche e imprese attive nei territori di Verona, Vicenza e Ancona

L’intelligenza artificiale sta riscrivendo il modo di produrre. La transizione ecologica accelera la trasformazione delle imprese. In uno scenario internazionale sempre più incerto, innovare non è più un’opzione: è una condizione per restare competitivi.

È da qui che parte il bando Ricerca & Sviluppo 2026 di Fondazione Cariverona, promosso in partnership con Fondazione Caritro. La Fondazione investe 1,06 milioni di euro per sostenere 14 progetti di ricerca applicata, costruiti insieme da università e centri di ricerca del Triveneto e delle Marche e imprese attive nei territori di Verona, Vicenza e Ancona.

“Dai laboratori alle imprese: 14 progetti per trasformare conoscenze scientifiche e competenze specialistiche in soluzioni concrete per i territori”

Per i prossimi due anni ricercatori e aziende lavoreranno fianco a fianco su alcune delle sfide più urgenti della transizione industriale: ridurre consumi energetici ed emissioni, contrastare l’inquinamento da PFAS, valorizzare i rifiuti, rendere più efficienti i processi produttivi, sviluppare la mobilità elettrica, migliorare la sicurezza degli edifici e sperimentare nuove tecnologie per l’economia circolare.

La particolarità del bando sta proprio qui: i progetti nascono dalla collaborazione tra ricerca e sistema produttivo. Non ricerca destinata a rimanere nei laboratori, ma innovazione costruita con le imprese, per trasformare conoscenze e competenze in soluzioni capaci di generare valore per il territorio.

Un’opportunità per imprese e giovani

Al centro del programma saranno coinvolti 17 ricercatrici e ricercatori post-doc under 35, chiamati a lavorare a stretto contatto con le imprese. Un investimento particolarmente significativo in un Paese nel quale, secondo l’ultima rilevazione Istat, nel 2025 il 10,4% dei dottori di ricerca che hanno conseguito sia la laurea sia il dottorato in Italia lavora all’estero. La motivazione più frequentemente indicata è la possibilità di trovare un impiego più adeguato alla propria professionalità.

Il bando punta a creare opportunità qualificate nei territori, favorendo l’incontro tra alta formazione, ricerca applicata e imprese. Per i giovani rappresenta un’occasione di crescita professionale; per le aziende, la possibilità di integrare competenze altamente specialistiche nei propri percorsi di innovazione.

“Facciamo uscire la ricerca dai laboratori”

“Viviamo una fase di profonda trasformazione, nella quale imprese e comunità sono chiamate ad affrontare cambiamenti tecnologici, ambientali ed economici sempre più rapidi. In questo contesto la ricerca genera valore quando riesce a uscire dai laboratori, dialogare con le imprese e contribuire a risolvere problemi concreti”, afferma Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona.

“Il compito della Fondazione è creare le condizioni perché mondi che spesso procedono separati costruiscano insieme nuove opportunità di sviluppo. È così che rafforziamo la competitività dei territori, sosteniamo la transizione ecologica e offriamo ai giovani ricercatori prospettive professionali di qualità”.

“Ridurre consumi, sprechi e inquinamento significa portare la transizione ecologica dentro i processi produttivi, i servizi, le infrastrutture e gli edifici”

Le sfide della transizione

Può una comunità di microrganismi rigenerare i carboni attivi contaminati da PFAS evitando l’incenerimento? Una telecamera può individuare un difetto di produzione prima ancora che un componente venga scartato?

È possibile trasformare il digestato degli impianti a biogas in una risorsa per ridurre l’impiego di fertilizzanti e pesticidi? Oppure utilizzare i micropali che consolidano un edificio anche per sfruttare l’energia geotermica? Sono alcune delle sfide su cui si misureranno i progetti selezionati, chiamati a trasformare la ricerca in tecnologie e soluzioni applicabili nei processi produttivi.

Soluzioni diverse, accomunate da un obiettivo comune: trasformare la ricerca in innovazione applicata per rendere più competitivi i territori, accompagnando la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili.

I numeri dei progetti

L’investimento interessa 5 progetti nel Veronese, sostenuti con 389mila euro, 4 nel Vicentino, per 333mila euro, e 5 nell’Anconetano, con 342mila euro. Le risorse saranno destinate principalmente al lavoro dei giovani ricercatori attraverso contratti, assegni e incarichi di ricerca, mentre le imprese partner garantiranno un cofinanziamento pari ad almeno il 30% dei costi delle figure coinvolte, condividendo concretamente responsabilità e rischio dell’innovazione.

I numeri raccontano l’ambizione del programma: 18 imprese coinvolte, 43 pubblicazioni scientifiche, 33 iniziative di divulgazione e soprattutto 40 risultati applicativi attesi, tra nuovi prototipi, prodotti, processi industriali, soluzioni digitali, brevetti e altre forme di proprietà intellettuale. Obiettivi che saranno seguiti nel tempo attraverso un percorso di monitoraggio dedicato.

Ambiente, innovazione e competitività

“Da imprenditore so che l’innovazione nasce dall’incontro tra competenze, ricerca e capacità di fare impresa. Ma so anche che il futuro dei territori dipende dalla capacità di offrire ai giovani opportunità professionali qualificate, percorsi di crescita e motivi concreti per restare o tornare”.

“Investire nella ricerca significa anche creare lavoro qualificato, trattenere competenze e rendere i territori più innovativi, competitivi e attrattivi per i giovani”

“Per questo abbiamo scelto di sostenere progetti in cui università, centri di ricerca e imprese lavorano insieme: un’alleanza capace di trasformare non solo la conoscenza in nuove soluzioni, ma anche in nuove competenze, lavoro e maggiore attrattività per le nostre comunità. Ambiente, innovazione e competitività non sono obiettivi separati: sono parte dello stesso percorso di sviluppo”, conclude Giordano.

L’accompagnamento della Fondazione

Fondazione Cariverona accompagnerà i progetti lungo tutto il loro percorso, valutandone non solo l’avanzamento scientifico, ma anche la qualità delle partnership, il trasferimento delle soluzioni alle imprese, le competenze sviluppate dai giovani ricercatori e le ricadute generate.

A questo si affiancherà un’attività di follow-up a 3-5 anni dalla conclusione dei progetti, per capire che cosa sarà rimasto nel tempo: collaborazioni diventate stabili, brevetti, nuovi prodotti e servizi, percorsi professionali dei ricercatori, ulteriore capacità di attrarre investimenti e nuova innovazione.

Perché il valore della ricerca non si misura nel giorno in cui un progetto viene sostenuto, ma quando una buona idea diventa un processo, un prodotto, un’impresa più competitiva e un’opportunità di crescita per tutto il territorio.

Per gli esiti
Per il comunicato stampa

Iscriviti alla newsletter

Compila il form per ricevere la newsletter di Fondazione Cariverona. Lasciando i tuoi dati rimarrai aggiornato sui nostri bandi, iniziative ed eventi !