Giovedì 16 aprile alle 18.30 il secondo appuntamento di “RIGENERA – il viaggio” porta a Verona la storia del Rione Sanità di Napoli. Vincenzo Porzio (Coop. La Paranza) racconta con Emilio Casalini come un gruppo di giovani abbia trasformato un quartiere fragile in un laboratorio di rinascita, lavoro e futuro

C’è una parola che oggi pesa più di quanto sembri: restare. In un tempo in cui per molti giovani il futuro coincide con la partenza, con lo spostamento altrove, con la necessità di lasciare luoghi che offrono troppo poco o troppo tardi, decidere di rimanere può apparire controcorrente.
Eppure è proprio in questa scelta, quando non è rassegnazione ma impegno, che può nascere una delle forme più radicali di cambiamento: quella che trasforma i territori dall’interno, riattivando legami, opportunità, orgoglio e visione.
Da qui prende forma il secondo appuntamento di RIGENERA – il viaggio, il ciclo di eventi ideato e organizzato da Fondazione Cariverona per portare fuori dalla pagina i temi della propria programmazione e trasformarli in conversazioni pubbliche.
Dopo la serata inaugurale dedicata all’ambiente, il percorso prosegue con una tappa che mette al centro i giovani e una domanda decisiva: come trasformare un territorio in un luogo in cui scegliere di vivere, costruire, tornare, investire il proprio futuro?
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Il ciclo, curato da Emilio Casalini, giornalista e conduttore televisivo Rai, attraversa cinque grandi temi – Ambiente, Giovani, Comunità, Cultura, Futuro – come altrettante lenti per leggere le trasformazioni in corso e immaginare possibilità concrete per i territori.
Il nuovo appuntamento, dal titolo Giovani – Il coraggio di restare, è in programma giovedì 16 aprile nella sede di Fondazione Cariverona, in via A. Forti 3A a Verona: registrazione partecipanti alle 18.00, inizio dell’incontro alle 18.30. Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite.

Una storia di rinascita
Al centro della serata ci sarà la testimonianza di Vincenzo Porzio, tra i soci fondatori della Cooperativa La Paranza, nata nel Rione Sanità di Napoli.
Un quartiere che per troppo tempo è stato raccontato quasi soltanto attraverso le sue fragilità, e che invece negli anni ha saputo rivelare un’altra verità: quella di un luogo pieno di energia, storia, patrimonio e possibilità inesplorate. Tra i vicoli della Sanità convivono ferite profonde e una straordinaria densità di bellezza.
“Dal Rione Sanità arriva una lezione concreta di rigenerazione: il cambiamento comincia quando una comunità smette di aspettare e inizia a costruire”
È qui che un gruppo di giovani ha scelto di non andarsene. Ha deciso invece di prendersi cura del proprio quartiere e di restituire valore a un patrimonio lasciato ai margini, a partire dalle Catacombe di Napoli.
Da questa scelta è nato un percorso capace di trasformare luoghi dimenticati in occasioni di lavoro, inclusione e sviluppo, facendo della cultura non un ornamento, ma una leva concreta di riscatto sociale e rigenerazione.

Da spettatori a protagonisti
Quella che verrà raccontata a Verona non è soltanto una bella storia. È la prova concreta che anche un territorio segnato da marginalità, esclusione e assenza di prospettive può riscrivere il proprio destino quando i giovani smettono di considerarsi spettatori e diventano protagonisti.
Nel corso degli anni, l’esperienza del Rione Sanità è diventata un riferimento osservato con attenzione in Italia e all’estero, un modello capace di mostrare come patrimonio culturale, identità locale e iniziativa dal basso possano generare cambiamento reale.
“Quando i giovani scelgono di attivarsi, con visione e concretezza, anche i territori più fragili possono diventare luoghi di possibilità, lavoro e futuro”
In dialogo con Porzio, Emilio Casalini accompagnerà il pubblico dentro una conversazione capace di tenere insieme esperienza vissuta e sguardo più ampio: non solo il racconto di ciò che è accaduto a Napoli, ma anche le domande che quella storia apre per molti altri territori.
- Che cosa rende un luogo abbastanza vivo da essere scelto?
- Quanto contano cultura, opportunità, fiducia, accesso, comunità?
- E come si costruiscono, nel concreto, le condizioni perché i giovani non siano costretti a partire per poter immaginare il proprio futuro?

Una buona pratica per tutti
Dopo l’apertura del viaggio con Telmo Pievani e una riflessione sulla forza delle relazioni in ambito ambientale, RIGENERA affronta ora un altro nodo decisivo della programmazione della Fondazione.
Spesso i territori cercano di diventare luoghi attrattivi e inclusivi per i giovani, capaci di offrire non solo servizi o risposte puntuali, ma contesti in cui sia possibile costruire una traiettoria di vita.
In questo senso, la storia del Rione Sanità non è un’eccezione lontana da ammirare, ma una lente potente attraverso cui osservare il presente: un invito a prendere sul serio il talento dei giovani, il valore del patrimonio e la possibilità che anche nei luoghi più fragili possano nascere processi di rigenerazione, ad alto impatto.
