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CULTURA

Nuove visioni, grandi ritorni: il Teatro Ristori presenta la stagione 2026/27

3 settembre 2026 

Dal 27 ottobre oltre venti appuntamenti e sette rassegne. Tornano la Prosa e il Jazz Club, nasce Ristori Young e il Baroque apre una nuova fase con Jordi Savall e I Virtuosi Italiani

Dal 27 ottobre oltre venti appuntamenti e sette rassegne. Tornano la Prosa e il Jazz Club, nasce Ristori Young e il Baroque apre una nuova fase con Jordi Savall e I Virtuosi Italiani

Un teatro storico può continuare a cambiare senza perdere la propria identità. Può tornare a ospitare la prosa, trasformare la platea in un jazz club, parlare alle nuove generazioni, portare la musica antica dentro un altro luogo della città e far convivere sullo stesso cartellone spettacolo, divulgazione e ricerca.

È la direzione scelta dal Teatro Ristori di Verona per la Stagione Artistica 2026/27: oltre venti appuntamenti, sette rassegne e sei mesi di programmazione, dal 27 ottobre 2026 al 30 aprile 2027, con protagonisti della scena nazionale e internazionale, progetti ormai riconoscibili e alcune novità che allargano ulteriormente il perimetro della proposta

“Non soltanto un cartellone ampio, ma un progetto culturale che continua a evolvere. La stagione 2026/27 mette insieme ritorni attesi, nuove proposte e pubblici differenti, rafforzando l’identità del Ristori come luogo aperto alla contaminazione tra linguaggi, generazioni ed esperienze”

A gestire il Teatro Ristori è CREA Impresa Sociale, società strumentale di Fondazione Cariverona, impegnata anche nello Spazio San Pietro in Monastero e in attività che attraversano spettacolo dal vivo, produzione culturale, formazione ed eventi. La nuova stagione diventa così un tassello di un progetto più ampio: fare dei luoghi della cultura non soltanto spazi di programmazione, ma presìdi capaci di costruire relazioni, sperimentare linguaggi e incontrare pubblici diversi.

«CREA sta consolidando il proprio ruolo come impresa sociale capace di sviluppare progettualità culturali, formative e territoriali, mettendo in relazione competenze, luoghi e interlocutori diversi», spiega Valeria Bosco, Direttore Generale di CREA Impresa Sociale. In questa prospettiva, Teatro Ristori e Spazio San Pietro in Monastero diventano due punti di una stessa geografia culturale, dentro una visione che guarda alla cultura come strumento di partecipazione e crescita del territorio.

Un teatro, molti linguaggi

La novità più evidente è il ritorno della Prosa. Il 4 e 5 novembre Neri Marcorè, diretto da Giorgio Gallione, porterà al Ristori Mi fa male il mondo, un viaggio nell’universo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini costruito tra canzoni, monologhi e quattro pianoforti. A febbraio The Wall_Dance Tribute farà invece incontrare danza, teatro, musica e videoproiezioni intorno al capolavoro dei Pink Floyd, mentre il 3 aprile Alessandro Bergonzoni tornerà in scena con Arrivano i Dunque, nuovo capitolo della sua ricerca sul linguaggio, la comicità e il pensiero.

Non è soltanto un ritorno di genere. È uno dei segnali della volontà di rendere il Ristori sempre più attraversabile da esperienze differenti.

«Questa stagione nasce dalla convinzione che un teatro debba essere un organismo vivo, capace di custodire la tradizione e, allo stesso tempo, di generare nuove visioni», sottolinea Alberto Martini, Direttore Artistico del Teatro Ristori. Una direzione che prova a tenere insieme qualità artistica, riconoscibilità e apertura, facendo del palcoscenico un luogo di incontro prima ancora che una successione di spettacoli.

Da destra, Filippo Manfredi DG Fondazione Cariverona e Consigliere Delegato di CREA Impresa Sociale; Valeria Bosco DG CREA Impresa sociale; Alberto Martini, Direttore Artistico Teatro Ristori

La stagione prenderà il via il 27 ottobre con il chitarrista statunitense Kurt Rosenwinkel, che aprirà il cartellone Jazz con The Remedy Tour. Il giorno successivo sarà già tempo di cambiare registro: il climatologo Luca Mercalli, in dialogo con Mauro Keller, porterà al Ristori una riflessione sulla crisi climatica e sulle possibilità ancora aperte per affrontarla.

È una delle caratteristiche più interessanti del programma: la rapidità con cui il Teatro cambia voce.

Il Jazz, curato con la consulenza artistica di GeGè Telesforo, continuerà infatti a guardare alla scena internazionale con Tigran Hamasyan, Emma Smith, Michael Mayo e Miguel Zenón, fino alla chiusura del 30 aprile, International Jazz Day, affidata allo stesso Telesforo con Jazz Radio, incontro tra concerto dal vivo e racconto radiofonico.

“Dal grande jazz internazionale alla divulgazione, il Ristori cambia registro senza perdere coerenza. Musica, scienza, arte e racconto diventano modi diversi per accendere curiosità e creare occasioni di incontro, portando sul palco temi e protagonisti capaci di parlare al presente”

Le Serate d’Autore allargheranno invece il campo alla divulgazione. Dopo Mercalli arriverà Jacopo Veneziani, con una conferenza-spettacolo dedicata all’illusione nella storia dell’arte; ad aprile due serate consecutive porteranno sul palco le vicende di Camillo e Adriano Olivetti, attraverso le voci di Laura Curino e Lucilla Giagnoni. Un racconto di impresa, cultura, tecnologia e responsabilità sociale che continua a parlare anche al presente.

Il pubblico cambia, il teatro si trasforma

La ricerca di nuovi pubblici passa anche dalla nascita di Ristori Young, evoluzione della proposta dedicata alle famiglie e ora rivolta in modo più esplicito a giovani e giovanissimi.

Il debutto sarà il 17 gennaio con Macbeth – Atto di sangue, realizzato con Casa Shakespeare e consigliato dai 14 anni: una performance bilingue che concentra la tragedia shakespeariana nello spazio fisico e mentale condiviso da Macbeth e Lady Macbeth. Il 21 febbraio sarà invece la volta di Viaggio al centro della Terra, prodotto da Bam!Bam!Teatro e ispirato a Jules Verne, accompagnato da musica eseguita dal vivo, per spettatori dai sei anni. Il nuovo filone si affianca alle attività Educational gratuite per le scuole, rafforzando il rapporto tra programmazione e formazione.

Ma cambiare pubblico significa anche cambiare lo spazio. A dicembre il Ristori tornerà a vestirsi da salone delle feste con le Cene Spettacolo: Sarah Jane Morris, Miguel Angel Zotto con Daiana Guspero e la Keynotes Gospel Choir accompagneranno tre serate nelle quali musica e convivialità condividono lo stesso ambiente.

Nelle prime tre domeniche del mese tornerà invece il Ristori Jazz Club. La platea assumerà la configurazione raccolta dei club newyorkesi, con tavolini affacciati sul palco e servizio bar, per accorciare la distanza tra artisti e spettatori. Olivia Trummer, Dario Deidda e Accordi Disaccordi saranno i protagonisti di una formula che interviene non soltanto sul programma, ma sul modo stesso di vivere un concerto.

Il 2027 inizierà poi con il tradizionale Concerto di Capodanno de I Virtuosi Italiani, diretti da Alberto Martini, tra Verdi, Puccini, Rossini e Donizetti e un brindisi beneaugurale per salutare il nuovo anno.

Il Barocco esce dal Teatro

Tra i passaggi più significativi della nuova stagione c’è anche l’evoluzione di Ristori Baroque, giunto alla quinta edizione.

La rassegna entra in una nuova fase grazie alla collaborazione con I Virtuosi Italiani, partner artistico del progetto. Ad aprirla sarà un protagonista assoluto della musica antica: Jordi Savall, il 17 febbraio al Teatro Ristori con Hespèrion XXI e un programma dedicato all’arte della variazione e dell’improvvisazione.

Poi il Festival cambierà casa. Gli appuntamenti successivi si trasferiranno nello Spazio San Pietro in Monastero, nel centro storico di Verona, scelto per le qualità acustiche e per la capacità di offrire alla musica un contesto più raccolto. Qui arriveranno Zefiro, Ensemble Locatelli, Seicento Stravagante, Elisa Citterio con Stefano Demicheli e, in chiusura, I Virtuosi Italiani.

“Con Ristori Baroque la programmazione supera i confini della sala teatrale e mette in relazione luoghi diversi della città. Il dialogo tra Teatro Ristori e San Pietro in Monastero apre nuove possibilità di ascolto e valorizza il rapporto tra musica, qualità acustica e patrimonio storico”

È un passaggio che racconta bene l’evoluzione del progetto CREA: non pensare i luoghi come contenitori isolati, ma costruire relazioni tra spazi, programmi e comunità.

Proprio Martini individua nel Baroque uno degli snodi della nuova stagione: la collaborazione con I Virtuosi Italiani, osserva, permette di rafforzare il profilo del Festival e ampliarne la proposta, mentre il passaggio a San Pietro in Monastero apre un nuovo dialogo tra repertorio, acustica e patrimonio storico della città.

E lo sguardo va già oltre la stagione invernale: nell’estate 2027 torneranno anche i Calici di Jazz, con una nuova formula itinerante nelle dimore del vino.

Una stagione per continuare a costruire il Ristori

Dietro la varietà del programma emerge dunque una direzione comune. Prosa e jazz, Shakespeare e Olivetti, musica barocca e divulgazione scientifica, spettacoli per ragazzi e formule che trasformano fisicamente la sala non servono semplicemente ad ampliare un cartellone. Raccontano il tentativo di costruire un teatro più aperto, riconoscibile e capace di parlare a persone diverse senza rinunciare alla qualità della proposta.

È anche il senso del lavoro che Fondazione Cariverona porta avanti attraverso CREA: far vivere un luogo recuperato e restituito alla città trasformandolo in un’infrastruttura culturale capace di evolvere nel tempo.

Come sottolinea Valeria Bosco, l’obiettivo è «rafforzare progressivamente un modello aperto, riconoscibile e radicato nella comunità», mettendo la programmazione in relazione con formazione, collaborazioni e nuove progettualità.

La Stagione 2026/27 prova a dare forma concreta a questa ambizione. Un teatro storico che continua a cambiare scena per continuare a incontrare la città.

Il rinnovo degli abbonamenti è aperto dal 1° settembre. A partire dal 14 settembre saranno disponibili i nuovi abbonamenti e i biglietti singoli. Programma completo, approfondimenti e informazioni sono disponibili sul sito del Teatro Ristori.

Scopri la stagione 2026/27

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