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COME CAMBIA IL VOLONTARIATO DURANTE L’EMERGENZA SANITARIA

Le prime linee guida per agire responsabilmente durante l’emergenza sanitaria COVID-19

Anche la filantropia, volontari e organizzazioni non profit, in questo momento così delicato si trova a far fronte alla necessità di arginare il contagio da Covid-19, adeguandosi alle misure stringenti. CSVnet ha steso, grazie all’aiuto dello Studio Degani, delle linee guida per continuare a operare al servizio delle comunità in modo responsabile.

Non ci sono ancora regole precise ma indicazioni generali da applicare al più presto per continuare a fare volontariato in sicurezza. Le misure di contenimento del contagio da COVID-19 applicate in Italia nelle ultime settimane hanno cambiato lo scenario d’azione del volontariato e dell’impegno sociale più in generale. Limitazioni all’azione e alla mobilità che richiedono una veloce riorganizzazione interna agli enti del terzo settore, chiamati a operare in situazioni difficili.

Per rispondere alle tante domande avanzate in questi giorni sul tema e fornire linee guida comuni, CSVnet ha fatto predisporre un documento dal titolo “Emergenza coronavirus. Prime indicazioni sull’attività e la mobilità dei volontari” aggiornato allo scorso 15 marzo. Le indicazioni sono state redatte in un quadro normativo in continua evoluzione e in assenza (se non per una piccola eccezione) di disposizioni normative specifiche sul volontariato. Le linee guida sono quindi state redatte seguendo le indicazioni generali e valutando le disposizioni specifiche per le singole attività.

Il richiamo generale, nella situazione attuale, è quello alla responsabilità per cercare di rimanere il più possibile a casa e non mettere in pericolo la vita degli altri individui. Alla luce di questa indicazione per tutti, si consiglia ai volontari di non muoversi in forma singola ma per il tramite di organizzazioni strutturate. Questo significa, inoltre, che gli enti che pianificano e realizzano interventi in questa situazione emergenziale devono essere coscienti e consapevoli delle responsabilità che essi hanno nei confronti dei loro volontari, adottando tutte le misure al fine di tutelarli il più possibile.

L’assenza ad oggi nei decreti di disposizioni specifiche in tema di volontariato, rende necessario che l’ente e/o il volontario valutino il tipo di attività svolta, singolarmente o all’interno della propria organizzazione, alla luce del divieto generale di spostamento, per cui è ammessa deroga nei limiti dello stato di necessità.

Sembrerebbero invece legittime, e quindi ammesse, le attività di volontariato a favore di situazioni di particolare bisogno, ad esempio nei confronti delle persone anziane e disabili, in ragione della dimensione solidaristica che costituzionalmente le caratterizza. E ciò è giustificato dallo stato di necessità che caratterizza i servizi sociali, al fine di soddisfare esigenze primarie non rinviabili.

Le FAQ (domande frequenti) al Decreto #IoRestoaCasa, emesse dal Governo il 15 marzo 2020, confermano che l’attività di volontariato singolo o organizzato può essere svolta nei confronti delle fasce deboli della popolazione (ad esempio anziani o disabili) per consegnare loro alimenti, farmaci o altri generi di prima necessità, o anche per il disbrigo di pratiche amministrative (quali il pagamento delle bollette). Tali servizi si possono considerare necessari in quanto strumentali al diritto alla salute o ad altri diritti fondamentali della persona (alimentazione, igiene, ecc.).

Tali servizi potranno quindi essere erogati dai volontari e dalle organizzazioni (qualora le attività in questione rientrino in quelle previste dallo statuto), sempre però nel rispetto delle prescrizioni disposte per i singoli individui, ed in particolare:

  • l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro dagli utenti e dagli altri operatori o, comunque, ove questo non sia possibile, utilizzando i presidi sanitari necessari;
  • l’obbligo di compilare e di portare con sé l’autodichiarazione, indicando tra le motivazioni dello spostamento lo stato di necessità (barrando l’apposita casella) e più oltre, dove è richiesta l’esplicitazione della motivazione indicata, descrivere l’attività svolta (ad esempio, la consegna di generi alimentari al domicilio di anziano solo e impossibilitato). Potrebbe altresì rivelarsi utile (ma non indispensabile) il possesso da parte del volontario di una attestazione dell’organizzazione di appartenenza che dia certezza della sua qualifica di volontario.

Per maggiori informazioni sull’attività di volontariato che si possono svolgere durante l’emergenza sanitaria in corso vi invitiamo a leggere l’approfondimento pubblicato da CSVnet.

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