In occasione di ArtVerona la Fondazione Cariverona ha presentato venerdì 13 ottobre 2017 un evento speciale per celebrare la figura di uno dei più grandi fotografi italiani, Gabriele Basilico, offrendo ad i suoi ospiti la possibilità unica di visitare La Rotonda, uno dei migliori esempi di archeologia industriale veronese. All’interno di questa spettacolare scenografia, Luca Massimo Barbero ha ideato una proiezione che ha raccolto per la prima volta tutte insieme le fotografie della serie Architettura e Memoria scattate da Basilico nel 2005 come documentazione dell’area degli Ex Magazzini Generali, cuore pulsante della Verona industriale postbellica.
L’evento è stato il modo per inaugurare la nuova vita di questo importante polo di archeologia industriale che dall’autunno sarà interessato da un intervento di restauro e riqualificazione.
“L’area degli Ex Magazzini Generali è uno spazio che stiamo restituendo alla città di Verona”, ha spiegato il professor Alessandro Mazzucco Presidente della Fondazione Cariverona “e questo evento durante ArtVerona è stato il nostro modo di celebrare l’importanza urbanistica di questi luoghi e di celebrare la figura di Gabriele Basilico che attraverso il suo sguardo e il suo obiettivo ci ha dato modo di scoprire il valore di un’architettura che per noi sembra scontata ma in realtà è una fonte inesauribile di ispirazione”.
Gli 83 scatti di Basilico risalgono al 2005, quando Fondazione Cariverona si fece promotore di un progetto lungimirante affidando a lui documentazione fotografica degli Ex Magazzini Generali. L’obiettivo del fotografo, che da sempre si concentra sugli spazi urbani abbandonati, sulle aree post industriali e sulle contraddizioni che popolano le città di tutto il mondo, ritrae con realismo le architetture senza contrapporre bello e brutto, senza un giudizio di valore ma con il verismo di chi osserva e offre spunti.
Progettata nel 1928 dall’ingegnere Pio Beccherle – ed entrata in funzione nel 1930 – la cosiddetta Rotonda è un edificio a pianta circolare con un diametro di oltre 100 metri originariamente destinato alla produzione artificiale di freddo. L’intero complesso, verrà recuperato dalla Fondazione Cariverona su progetto dell’architetto ticinese Mario Botta.