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LE MAPPE DELLA POVERTÀ EDUCATIVA NEL VENETO

Istituzioni e Fondazioni bancarie insieme per contrastare la povertà educativa in Veneto. Presentato il rapporto che fotografa la situazione nella regione.

È stato presentato il rapporto sulla povertà educativa in Veneto, elaborato dalla Fondazione Openpolis in collaborazione con l’impresa sociale Con i Bambini. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile, a cui aderiscono Acri e fondazioni di origine bancaria, tra cui Fondazione Cariverona, Fondazione Cariparo e Fondazione di Venezia, in un riuscito partenariato pubblico-privato con il Governo e il Terzo settore, per farsi carico di una grande emergenza del nostro Paese. A partire dal 2016 le Fondazioni hanno messo a disposizione complessivamente oltre 600 milioni di euro, che hanno finora permesso di attivare 384 progetti in tutta Italia, raggiungendo quasi 500mila ragazzi.

La scuola gioca infatti un ruolo fondamentale per la formazione e la crescita personale ed è strumento per emanciparsi e per acquisire le competenze utili ad entrare nel mondo del lavoro. Chi oggi ha meno di 18 anni – in Veneto sono quasi 800mila persone – si ritrova ad affrontare questo passaggio nel contesto generato dal Covid. I dati frutto del lavoro dei ricercatori di Openpolis, con la loro profondità e granularità, ci mostrano le diversità esistenti, anche all’interno di uno stesso territorio. Le criticità che emergono, in alcuni casi enfatizzate dalla pandemia, possono essere efficacemente affrontate rafforzando le ‘alleanze educative’ tra scuola, privato sociale, civismo educativo, istituzioni locali. Nel Veneto sono oltre 420 le organizzazioni che partecipano ai percorsi avviati dal Fondo nazionale per il contrasto alla povertà educativa minorile attraverso 17 ‘comunità educanti’ con un sostegno di circa 11 milioni di euro, 30 interventi regionali e multiregionali attivati sul territorio.

Entriamo dunque nel dettaglio dei quattro ambiti analizzati dal rapporto: disponibilità di servizi per la prima infanzia, digitalizzazione, condizione degli edifici scolastici e raggiungibilità delle scuole.

 

Disponibilità di servizi per la prima infanzia

Per quanto riguarda i servizi dedicati alla prima infanzia, il Veneto si colloca all’11esimo posto tra le regioni italiane: offre complessivamente 32.658 posti in 1.299 strutture autorizzate tra asili nido e servizi integrativi, garantendo circa 29,1 posti ogni 100 residenti tra 0 e 2 anni di età. Un dato superiore alla media nazionale (25,5%) ma inferiore all’obiettivo europeo fissato in 33 posti in asilo nido ogni 100 bambini. Inoltre, ci sono significative differenze da una provincia all’altra e da comune a comune. Con il 35,4% di minori potenzialmente coperti, Rovigo è la provincia più “virtuosa”, l’unica ad aver raggiunto l’obiettivo europeo, seguita nell’ordine da Padova, Verona, Treviso, Venezia, Vicenza e Belluno, dove il 65% dei comuni non dispone di servizi per l’infanzia.

Digitalizzazione

L’emergenza sanitaria ha costretto bambini e ragazzi a seguire le lezioni da casa, e non sempre l’hanno potuto fare agevolmente a causa delle carenze digitali. Sul fronte della digitalizzazione, il Veneto presentava già prima dell’emergenza dati in linea o superiori a quelli nazionali. Ai primi posti in classifica per numero di famiglie raggiunte da un qualsiasi tipo di connessione (97% raggiunte da banda larga), scende al 14simo posto per quanto riguarda le connessioni veloci (59% vs media italiana del 68,5%) e ultraveloci (26% vs media italiana del 68,5%). Al primo posto si colloca la città metropolitana di Venezia (40% delle famiglie ha una connessione ultraveloce), seguita da Verona, Padova, Vicenza, Treviso e dai fanalini di coda Belluno e Rovigo, dove il dato si ferma al 13%.

Condizione degli edifici scolastici

Un elemento che ha assunto una rilevanza ancora maggiore durante la pandemia è la vetustà degli edifici scolastici. Come sottolineato dalle linee guida del Miur, servono strutture più moderne, con spazi più ampi e una rimodulazione di banchi e arredi scolastici che tutelino insegnanti e alunni dal rischio contagio. In Veneto il 18,5% degli edifici ha più di 50 anni (17,8% media nazionale), di cui il 30% concentrati nella provincia di Belluno (36,3%), seguita da Rovigo (29,4%) e Vicenza (22,1%), mentre la provincia di Treviso registra solo l’11,92% di edifici vetusti.

Raggiungibilità delle scuole

Ultimo aspetto analizzato dal rapporto è la raggiungibilità delle scuole. Infatti, se in un territorio il servizio di trasporto pubblico è assente o copre le esigenze solo di una parte degli studenti, si crea un divario che rischia di incentivare la dispersione scolastica, provocando nei casi peggiori l’abbandono del percorso di studio. In Veneto la percentuale di scuole raggiungibili con i mezzi pubblici arriva al 94,5% (86% media nazionale), dove ad occupare i primi posti in classifica sono le province di Rovigo e Verona (dati vicini al 97%), seguite da Padova che, con il maggior numero di scuole nella regione supera il 90% di edifici scolastici raggiungibili.

Alessandro Mazzucco, Presidente di Fondazione Cariverona,  commenta: “Gli italiani più giovani sono destinatari privilegiati dell’attenzione istituzionale delle Fondazioni di origine bancaria, che hanno nell’arricchimento del capitale umano e nello sviluppo dell’inclusione sociale due peculiari direttrici strategiche. Il contrasto alla povertà educativa – in particolare quella minorile – si inserisce poi perfettamente nell’orizzonte disegnato dal NextGenerationUe, ora rimodellato nel Recovery Plan, spinta alla ripresa dopo l’emergenza pandemica. Va quindi riconosciuta ad Acri una efficace visione per i bisogni della società, che vanno proiettati nel futuro, nelle realtà che si andranno a produrre. Questo è il primo meritevole passo. Il secondo, obbligato, è quanto la nostra Fondazione ha inserito nel proprio piano triennale: l’investimento per la formazione superiore e l’integrazione con il mondo delle professioni.”

La Fondazione Cariverona ha contribuito alla dotazione del Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile con un apporti pari a complessivi 29,7 milioni di euro (quote 2016-2021), in parte compensati dal riconoscimento di crediti di imposta.

Parallelamente nell’ambito della propria programmazione è significativamente intervenuta nei territori di riferimento sostenendo iniziative attente alle nuove povertà e ai contesti di fragilità di nuclei familiari con minori a carico.

Le tre edizioni del Bando Welfare e Famiglia (2017-2018-2019) hanno riservato un’attenzione particolare al disagio minorile e al tema della povertà educativa. Anche in risposta alla più recente call Azioni di Comunità (ottobre 2020) sono pervenute idee progettuali riconducibili al medesimo ambito di intervento. I contributi deliberati dalla Fondazione ammontano ad oltre 3,5 milioni di euro con programmi triennali avviati nelle province di Verona, Vicenza e Belluno.

Nell’area della formazione e dell’educazione scolastica la Fondazione ha promosso con un investimento di oltre 2 milioni di euro Cantiere Nuova Didattica un programma per le scuole primarie e secondarie di I grado che propone la sperimentazione di un modello di didattica esperienziale che rende gli alunni protagonisti in un percorso di apprendimento e rafforzamento delle competenze, favorendone l’inclusione e il successo scolastico.

Per una didattica inclusiva la Fondazione ha investito anche nell’emergenza sanitaria per garantire una efficace continuità educativa: nascono da qui, con un investimento di poco superiore ai 120 mila euro, i progetti Masterclass con percorsi di approfondimento sui nuovi strumenti, linguaggi e modelli di insegnamento dedicati al corpo docente e Human Ri-Connection che propone agli insegnanti formazione sulle tecniche del public speaking applicate alla didattica a distanza e strumenti pratici per l’insegnamento dell’Educazione Civica e agli studenti e studentesse laboratori sperimentali sui temi della sostenibilità ambientale, dell’educazione civica ed economica.

Sul sito di Openpolis è disponibile e scaricabile il Report integrale.

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