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IL PROGETTO RETI DI COMUNITÁ STUDIA L’IMPATTO DEL COVID-19

Adulti e adolescenti di 13 Comuni del distretto ovest dell’Ulss 8 Berica hanno partecipato all’indagine: per entrambi uno sguardo positivo sul futuro

Interessanti i risultati di una ricerca messa in campo dal Progetto triennale Reti di Comunità – sostenuto da Fondazione Cariverona all’interno del Bando Welfare & Famiglia e realizzato dalla Cooperativa Sociale Comunità Papa Giovanni XXIII  – per esplorare la percezione dell’emergenza Covid e indagare il vissuto personale relativo per adulti e adolescenti all’interno del territorio dell’Ulss 8 Distretto Ovest Vicentino coinvolgendo 13 comuni: Arzignano; Brogliano; Castelgomberto; Chiampo; Cornedo Vicentino; Crespadoro; Montecchio Maggiore; Recoaro Terme; San Pietro Mussolino; Trissino; Val Liona; Altissimo e Montorso Vicentino.

Le norme messe in atto per contenere la diffusione del Covid-19 hanno generato un cambiamento improvviso nello stile di vita, nelle abitudini e nell’intera comunità. La nostra vita quotidiana e sociale è stata stravolta e la ricerca ha voluto interrogare adulti e adolescenti sulle conseguenze di quanto avvenuto. Ad un campione rappresentativo di oltre 3000 partecipanti (1614 adulti e 1435 adolescenti) è stato somministrato un set di domande a risposta chiusa e aperta.

  • Le evidenze emerse ci raccontano di come le norme messe in campo per contrastare l’epidemia da Covid-19, siano state valutate ADEGUATE da adulti e adolescenti.
  • Gli adulti hanno sperimentato stress e disturbi collegati quali difficoltà a dormire, ansia e preoccupazione IN MODO PIÙ MARCATO rispetto agli adolescenti.
  • Sia adulti che adolescenti concordano, CON PERCENTUALI SIMILI, come la quotidianità in famiglia sia cambiata a causa dell’emergenza. Tuttavia, gli adolescenti riportano situazioni conflittuali in famiglia in modo maggiore rispetto al giudizio degli adulti.
  • In relazione all’utilizzo delle tecnologie e della rete gli adolescenti trascorrono, in media, IL DOPPIO del tempo collegati rispetto agli adulti.
  • Nel recepire le informazioni sulla pandemia da Covid-19 e sull’emergenza adulti e adolescenti utilizzano, IN MODO SIMILE, gli stessi canali di informazione.
  • La Didattica a Distanza, la DAD, viene giudicata efficace DA ENTRAMBI I CAMPIONI con gli adolescenti, primi utilizzatori, che ne hanno percepito l’efficacia in modo più marcato.
  • In relazione alla percezione del futuro gli adolescenti dimostrano più ottimismo rispetto agli adulti anche se entrambi pensano alle conseguenze future sulla comunità, IN MODO ANALOGO E POSITIVO.

Il progetto Reti di Comunità nasce con l’obiettivo di prevenire il disagio minorile e giovanile sul territorio vicentino. Particolare attenzione vogliamo quindi dedicare al set di dati che emerge dal mondo degli oltre 1400 adolescenti che hanno partecipato all’indagine.

L’87% del campione frequenta la scuola secondaria di 1^ grado mentre l’86,6% dei compilanti appartiene ad un nucleo familiare di almeno 4 persone dove Il 69,9% indica un clima spesso disteso e sereno, registrando comunque il 40,6% che vi sia stato conflitto in famiglia, mentre per il 73,4% indica un clima di rispetto.

Trovano conferma poi le dinamiche di utilizzo degli strumenti digitali da parte delle giovani generazioni: tra gli adolescenti l’81,3% usa lo smartphone, l’83,8% usa il computer mentre Il 79,5% ritiene di avere una adeguata connessione internet.

Il 57,8% sta collegato almeno 3 ore SENZA didattica a distanza ed Il 74,5% utilizza le Chat App per rimanere in contatto con amici. Per 1 adolescente su 2, il tempo complessivo medio trascorso online al giorno è di 6 ore. L’86,7% giudica efficace la didattica a distanza introdotta dalle scuole.

L’85,4% è contento della sua vita a casa e l’80,3% ha approfittato del tempo a casa per coltivare i propri interessi. L’80,9% pensa al futuro con moderato o elevato ottimismo

Potete consultare nel dettaglio gli esiti della ricerca sulla pagina dedicata del sito del progetto.

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