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Concerto di Pasqua 2016

Fondazione Cariverona: concerto in vista della Pasqua
con la "Passione secondo Matteo" di J.S.Bach
al Teatro Ristori, martedì 22 marzo 2016, alle ore 20

I cittadini veronesi potranno ritirare l’invito per l’ingresso gratuito alla rappresentazione (fino ad esaurimento dei posti) nel giorno di venerd√¨ 18 marzo, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14.30 alle 17.30, nella sede della Fondazione Cariverona, in via Achille Forti, 3.

Concerto¬†in vista della Santa Pasqua, al¬†Teatro Ristori, su iniziativa della Fondazione Cariverona,¬†marted√¨ 22 marzo, alle ore 20, con¬†“La Passione secondo Matteo (Matth√§us Passion)” di Johann Sebastian Bach¬†(BWV 244). La Matth√§us Passion √® una composizione di musica sacra per voci soliste, doppio coro e doppia orchestra, su libretto di Picander. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo, inframezzata da corali e arie.

“Il concerto al Teatro Ristori √® un segnale che la Fondazione Cariverona vuole dare di¬†attenzione alla cultura musicale e alle iniziative teatrali, musicali e di spettacolo¬†della citt√† di Verona”, sottolinea il¬†presidente, Alessandro Mazzucco.

Al Teatro Ristori¬†l’opera di Bach vede in scena¬†i soprani in ripieno, doppio coro e doppia orchestra barocca del “Teatro Armonico”, del maestro Margherita Dalla Vecchia, con la direzione di Isolde Kittel-Zerer. Questi i ruoli e gli interpreti: Evangelista, Heinrich Gernot; Cristo, Roman Gr√ľbner; Soprano, Tanya Aspelmeier; Alto, Luciana Pansa; Basso, Felix Heuser.

Come scrive il critico musicale Cesare Galla, nel presentare l’opera,¬†la Matth√§us Passion di Bach √® “un monumento musicale alla Cristianit√†”. Nella seconda met√† del Seicento e nei primi anni del Settecento, sottolinea Galla, “l’antica consuetudine di intonare nelle chiese durante la Settimana Santa il racconto evangelico della Passione di Ges√Ļ Cristo (dapprima in modo responsoriale, in seguito con stile corale polifonico e alcune voci soliste) si era progressivamente evoluta in Germania nella cosiddetta Passione-Oratorio. Si trattava di una formula che offriva in fondo un compromesso fra la severit√† teologica del genere sacro e la ricchezza degli “affetti” consentita dall’Aria, tipica dell’opera italiana, che andava riscuotendo sempre maggiore successo, in parallelo con la crescente popolarit√† del genere melodrammatico”.

“Dal punto di vista strutturale, quindi,¬†questo tipo di Passione“, fa notare il critico Galla, “era¬†basato sull’interpolazione fra il testo evangelico¬†(non necessariamente nell’originale, talvolta era anche rielaborato)¬†e una serie di Arie “spirituali”¬†di commento e meditazione, contrizione e pentimento, affiancate da un certo numero di cori polifonici; il tutto, con accompagnamento strumentale. All’inizio del XVIII secolo questo genere si era ormai largamente affermato specialmente nella Germania del Nord e in particolare ad Amburgo, grazie ad alcuni importanti musicisti (fra i quali Telemann e H√§ndel) e all’apporto di letterati come Barthold Heinrich Brockes, autore di un famoso “libretto” sul tema della Passione di Cristo”.

“Bach si dedic√≤ a questo genere (forse affrontato una prima volta nel periodo di Weimar, intorno al 1717, ma oggi non ne rimangono tracce) fin dall’inizio del suo impegno a Lipsia”, osserva ancora il critico Galla, “dove era stato stabilito che le Passioni avrebbero dovuto alternarsi – da un anno all’altro – nelle chiese di San Tommaso e di San Nicola. Dopo la Passione secondo Giovanni, eseguita nel 1724 e nel 1725, e dopo un anno (il 1726) nel quale il Cantor fece eseguire una Passione di Reinhard Keiser, direttore dell’Opera di Amburgo, il Venerd√¨ Santo del 1727, l’11 aprile, vide il debutto della grandiosa Passione secondo Matteo.

Decisiva fu la collaborazione, per questo grandioso progetto,¬†con¬†un giovane poeta locale,¬†Christian Friedrich Henrici¬†(era nato nel 1700), che si firmava con lo pseudonimo di¬†Picander. Singolare figura di verseggiatore inizialmente dedito al genere satirico e mondano, Picander verso la met√† degli anni Venti del Settecento si era dedicato alla poesia spirituale, il che significava soprattutto realizzare i testi per le Cantate da chiesa. La struttura della Passione secondo Matteo – sottolinea ancora il critico Galla – vede le esigenze liturgiche assorbite dallo straordinario impulso creativo del Cantor. La suddivisione in due parti risponde quindi alla necessit√† di inserire nell’esecuzione l’omelia del Venerd√¨ Santo ma comunque disegna uno sviluppo drammatico di stringente e crescente efficacia nell’articolazione delle complesse vicende della condanna e della morte di Cristo. Nella prima parte i punti cruciali sono l’Ultima Cena, con l’istituzione dell’Eucarestia e la rivelazione del tradimento di Giuda, e la veglia nel Getsemani fino alla cattura. Dopo l’omelia, la narrazione musicale riprende con le convulse e sempre pi√Ļ tragiche vicende nel Sinedrio, seguite dall’intervento di Pilato, dal processo-farsa e dalla condanna e quindi dalla Crocefissione.

Le arie sono in tutto 14¬†(comprendendo anche un duo), distribuite asimmetricamente fra la prima e la seconda parte (che √® pi√Ļ ampia), e suddivise fra le quattro tipologie vocali (soprano, contralto, tenore e basso) con prevalenza per le voci pi√Ļ gravi. In particolare, cinque sono le Arie per contralto, la voce che secondo l’esegesi teologico-musicale rappresenta metaforicamente l’anima cristiana sofferente. Anche i Corali sono 14, in questo caso simmetricamente divisi nelle due parti, sette nella prima e sette nella seconda. Sette come le ultime parole di Cristo sulla croce (ma pure come i doni dello Spirito Santo, le opere di misericordia, le virt√Ļ, i peccati capitali: una simbologia mistica che non pu√≤ sfuggire). Scegliendo personalmente questi Corali, il compositore cre√≤ di fatto un’impronta musicale specifica, una sorta di “motto” per l’intera Passione, in virt√Ļ dell’insistito utilizzo di varie strofe dell’Inno O Haupt voll Blut und Wunden (“O testa coperta di sangue e di ferite”), opera del poeta tedesco secentesco Paul Gerhardt, intonate con una melodia oggi divenuta celeberrima.

La¬†grandiosit√† della Passione secondo Matteo, la complessit√† delle sue implicazioni teologiche e simboliche e la forza della sua narrazione drammatica, condensata in una serie di Arie di struggente bellezza, non meno che nella profondit√† della scrittura corale, vengono dominate dal genio bachiano con una saldezza e profondit√† d’intenti che ha pochi eguali nella storia della musica, fa notare il critico musicale Cesare Galla nella presentazione.

“Per l’unit√† maestosamente suggestiva dell’ispirazione che la pervade”, ha scritto il grande direttore d’orchestra Wilhelm Furtw√§ngler, “la si pu√≤ paragonare soltanto all’opera monumentale dell’epoca romantica, il Tristano di Wagner”. In essa, l’oggettivit√† del linguaggio musicale barocco viene animata da una soggettivit√† potente e profonda. Qui confluiscono e si fondono i molteplici stili adottati dal compositore, dall’arcaismo dei Corali, quasi provocatoriamente moltiplicato e sublimato, fino alla sottile e raffinata eleganza della forma operistica per eccellenza, l’Aria, ricondotta tuttavia a proclamazione teologica oltre lo schema degli “affetti” mondani e umani, e in ultima analisi alla dimensione di una spiritualit√† universale e senza tempo.

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