
RIGENERA – il viaggio è un ciclo di incontri in cinque tappe che invita a cambiare prospettiva attraversando i temi più urgenti del presente: ambiente, opportunità per i giovani, legami di comunità, cultura come bene comune e, infine, lo sguardo sul futuro.
Un percorso che nasce dal Documento di programmazione annuale della Fondazione e ne porta i contenuti fuori dalla pagina, dentro una conversazione pubblica: non per rincorrere l’attualità con opinioni lampo, ma per prendersi il tempo di orientarsi, capire che cosa sta cambiando davvero nei territori e dove si aprono possibilità concrete.
Curato da Emilio Casalini, il ciclo trasforma ogni tappa in un’esperienza di ascolto e restituzione: dialoghi con ospiti, storie e progetti che trasformano le sfide di oggi in occasioni per rilanciare con coraggio lo sviluppo dei territori, Un viaggio per rendere visibile ciò che spesso resta sotto traccia – energie, competenze, alleanze – che, proprio nei momenti più fragili, tengono insieme i luoghi in cui viviamo.
Il filo rosso è una domanda semplice e decisiva: che futuro stiamo generando, qui e ora? Un viaggio per chi vuole capire meglio il tempo che stiamo attraversando e, soprattutto, per chi cerca strade praticabili.
Emilio Casalini curatore del progetto
Per RAI3 ha ideato, scritto e condotto il programma televisivo di prima serata “GenerAzione Bellezza” giunto alla quarta stagione.
Per RAI RADIO2 ha scritto e condotto il programma “Bella Davvero”.
Sui temi della narrazione dei territori insegna alla 24ore Business School, all’università Bicocca di Milano e Tor Vergata di Roma e LUM di Bari. È consulente sul tema della valorizzazione delle identità dei territori per amministrazioni pubbliche, locali e regionali.
E’ stato tra i fondatori e il direttore creativo del Museo Diffuso dei 5 Sensi, un progetto per la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della comunità di Sciacca (AG), considerato uno dei più importanti laboratori di architettura sociale del Paese www.sciacca5sensi.it

Giovedì 24 settembre 2026 – ore 18.30
Fondazione Cariverona, via A. Forti 3A – Verona
Emilio Casalini in dialogo con Marinella Senatore, artista tra le più riconosciute della scena contemporanea internazionale.
In che modo l’arte può generare relazioni, comunità e cambiamento?
Da oltre vent’anni Marinella Senatore porta l’arte fuori da una dimensione riservata a pochi, usando luce, musica, parole, performance e pratiche collettive per creare occasioni di incontro e partecipazione.
Il punto non è attribuire all’arte il potere di cambiare da sola un territorio, ma riconoscere ciò che può mettere in movimento: relazioni, immaginazione, nuove voci, energie già presenti nelle comunità.
Quando diventa accessibile, condivisa e capace di coinvolgere le persone, la cultura può essere una leva di rigenerazione dal basso: uno spazio in cui incontrarsi, prendere parte e costruire nuovi significati insieme.
Durante la serata sarà presentato anche “La forma dello spazio”, il nuovo progetto culturale che da ottobre vedrà Marinella Senatore protagonista negli spazi di Fondazione Cariverona e UniCredit.
La prenotazione Eventbrite è valida presentandosi almeno 15 minuti prima dell’evento (18.15), fino ad esaurimento posti disponibili.
L’evento sarà registrato, la parteciapzione come pubblico presuppone il consenso ad essere ripresi nel contesto dell’evento.
Marinella Senatore
La sua ricerca prende ispirazione da forme di celebrazione pubblica, tradizioni popolari, teatro, musica e sistemi informali di trasmissione del sapere. Tra i suoi lavori più riconoscibili ci sono le grandi installazioni luminose ispirate alle luminarie dell’Italia meridionale, reinterpretate come opere contemporanee capaci di ridisegnare temporaneamente piazze e luoghi pubblici e di creare nuovi spazi di relazione.
Nel 2012 ha fondato The School of Narrative Dance, un progetto aperto e itinerante basato su workshop, performance, processioni e rituali collettivi. Attraverso queste esperienze Senatore esplora il modo in cui le comunità possono raccontarsi, condividere conoscenze e costruire nuove narrazioni attraverso il corpo, la presenza e la partecipazione.
Nel corso della sua carriera ha esposto e realizzato progetti per alcune delle principali istituzioni artistiche internazionali, tra cui Palais de Tokyo, Centre Pompidou, Kunsthaus Zürich, Museum of Contemporary Art Chicago, Triennale Milano, Castello di Rivoli e MAXXI, e ha partecipato a numerose biennali internazionali, tra cui quelle di Venezia, San Paolo, Lione e Liverpool.
Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private e il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il New York Prize, il Premio MAXXI, l’Italian Council Award e il Premio ACACIA. Nel 2026 è stata nominata Artista dell’Anno dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Giovedì 28 maggio 2026 – ore 18.00
Fondazione Cariverona, via A. Forti 3A – Verona
Emilio Casalini in dialogo con Daniela Ciaffi, sociologa urbana e vicepresidente di Labsus.
E se partecipare fosse il modo più concreto per prendersi cura del futuro?
Ci sono luoghi che cambiano quando qualcuno decide di fare il primo passo. Una piazza, una scuola, un giardino, uno spazio dimenticato possono tornare a vivere se le persone trovano il modo di incontrarsi, collaborare, prendersene cura.
La partecipazione non è dire la propria: è costruire legami, condividere responsabilità, trasformare bisogni e desideri in azioni concrete.
Perché rigenerare un territorio significa anche questo: creare le condizioni perché le persone possano diventare protagoniste del cambiamento.
Daniela Ciaffi
Fa parte dell’Osservatorio nazionale dei beni comuni coordinato dall’Università di Bologna ed è presidente della Consulta per i beni comuni del Comune di Torino. È co-autrice di Inhabiting future frictions (LetteraVentidue, 2025), ha co-curato “Storia, percorsi e politiche di sussidiarietà” (Il Mulino, 2020), “Community action and planning” (Policy Press, 2014) ed è co-autrice di “Urbanistica partecipata” (Carocci, 2011).

Giovedì 16 aprile 2026 – ore 18.30
Fondazione Cariverona, via A. Forti 3A – Verona
Emilio Casalini in dialogo con Vincenzo Porzio, Cooperativa La Paranza.
E se, oggi, la vera rivoluzione fosse restare?
Nel Rione Sanità, a Napoli, un gruppo di giovani ha scelto di non andarsene. Ha deciso di riscrivere il destino di un quartiere per troppo tempo raccontato come “senza speranza”, rimettendo in moto luoghi, energie, lavoro, orgoglio e futuro.
Da qui è nata l’esperienza della cooperativa sociale La Paranza: una storia di rigenerazione che ha riaperto spazi straordinari, acceso nuove opportunità per la comunità e trasformato un patrimonio storico, artistico e umano in una forza capace di innescare un cambiamento profondo.
Una storia che può ispirare altri territori: perché mostra che il futuro può prendere forma anche dove sembra più difficile immaginarlo.
Vincenzo Porzio
Da vent’anni opera nel campo della valorizzazione culturale, sviluppando sul campo strategie di comunicazione e marketing e buone pratiche sostenibili capaci di generare impatto sociale, economico e territoriale.
Dal 2024 dirige la Fondazione Napoli C’entro, promossa dall’Arcivescovo di Napoli per creare nuove opportunità occupazionali attraverso la valorizzazione del patrimonio artistico e religioso della città. Nel 2019 è stato selezionato da Papa Francesco tra i giovani protagonisti di The Economy of Francesco, esperienza nella quale coordina, insieme ad altri partecipanti internazionali, il villaggio “Management & Gift”.
Accanto all’impegno progettuale, svolge attività di docenza e testimonianza presso università italiane e straniere (Bocconi, Ca’ Foscari, Federico II di Napoli, LUISS, Parthenope, Vanvitelli, University of Fukui) sui temi del management, della comunicazione, del marketing, del fundraising e dello sviluppo locale, portando l’esperienza di un percorso nato dal basso e diventato un riferimento di rigenerazione urbana e comunitaria.

Giovedì 19 marzo 2026 – ore 18.30
Fondazione Cariverona, via A. Forti 3A – Verona
Emilio Casalini in dialogo con Telmo Pievani, evoluzionista e filosofo della scienza.
E se il futuro dell’ambiente dipendesse dalla forza delle relazioni?
In questa serata guardiamo l’ambiente da un’angolazione diversa: non come qualcosa “fuori” da noi, ma come la trama di connessioni che tiene insieme natura, persone e territori. Un dialogo per scoprire cosa succede quando i legami funzionano (e cosa rischiamo quando si spezzano), e per portarsi a casa nuove domande – e qualche idea in più – su come abitare meglio il presente.
Telmo Pievani